Report di Luca Secondino. Foto di Alessia Dessì.

Venerdì 6 marzo, il Planet di Roma ha ospitato, grazie a MarteLabel, una delle serate più elettrizzati di questo nuovo anno: sul palco di quel posto che da giovanissimi conoscevamo come una discoteca qualunque, si sono alternati due gruppi fondamentali per la musica indipendente italiana.

Prima di tutto, però, ci sono stati i Morgan (con la i) a salire sul palco. Il progetto romano, che mescola cantautorato a sonorità eleganti e variegate, ha giocato in casa ed è riuscito senza problemi ad aprire le danze con tutto il supporto del pubblico che già affollava il Planet.

Poi, direttamente da Torino, i Nadàr Solo. Il trio torinese, composto da Matteo De Simone (voce e basso), Federico Puttilli (chitarra) e Alessio Sanfilippo (batteria), è un vortice di ritmo e potenza.
Tra il pubblico iniziano i primi spintoni e la temperatura sale. Con “Non volevo” e con “I tuoi orecchini” non c’è nessuno che non canta. Alla fine con i Nadàr Solo è stata un’ora di concerto che ne vale come due in palestra, e non solo per la band sul palco.

Poi finalmente arrivano gli Zen Circus, freschi del nuovo Il Nulla, che, come annunciato, precede una lunga pausa a tempo indeterminato. Senza indugi aprono con “Gente di merda” e tutti si sgolano a cantare con loro. AppinoUfo, e Karim danno il consueto spettacolo che da solo vale il prezzo del biglietto. Scalette interminabili in cui non mancano mai tutti i brani che gli affezionati vogliono sentire dal vivo. E quindi “Figlio di Puttana”, “Andate tutti affanculo”, “Dalì”, “Postumia”, “Canzone di Natale”, “Viva”, “L’amorale”, “I qualunquisti” e “Vent’anni” sono soltanto alcuni dei pezzi sui cui si è cantato e saltato.
Il tutto per una serata unica e irripetibile, con tanta energia spesa e tanta voce persa a cantare.

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