Il concept album, si sa, detiene sempre un certo fascino. Sebbene di concept, nell corso della storia, ne siano stati sfornati proprio a bizzeffe.
Decisamente più inconsueto è un concept album di stampo reggae; figuriamoci, poi, se ascoltandolo ci accorgiamo di ritrovarci dentro tutta una serie di contaminazioni che lo rendono un disco più unico che raro.
Ecco che il prodotto finale prende dunque forma: plasmato dalle mani esperte di Adriano Bono, The Reggae Circus è il primo album dell’omonimo progetto musical-circense (definirlo band sarebbe una madornale svalutazione), reduce da quattro anni di “gavetta” live.
Eh sì, che Adriano Bono è un artista rodato: solista dal 2009, dopo un’intensa militanza in Radici Nel Cemento, vanta oltre un migliaio di concerti in giro per il mondo e numerose collaborazioni con musicisti di fama internazionale.

Sorrido pensando al tipico cliché da articolista musicale, quello secondo il quale, in maniera più o meno consapevole, si finisce con l’avvolgere di mistero e ambiguità l’artista che si recensisce, descrivendolo sovente come “figura controversa dell’ultimo decennio” et similia.
Avete presente? Bene.
Dimenticatelo.
Adriano Bono è la figura MENO controversa e più limpida presente sulla scena musicale attuale. Durante la sua carriera ha sempre esposto con coraggio se stesso e le sue idee, ha lottato per difendere ciò in cui crede e lo ha fatto sfoderando l’arma meno violenta eppure più incisiva che ci sia: la musica. Musica come forma di comunicazione globale, musica come interconnessione tra chi la fa e chi la ascolta, la comprende, la metabolizza. Ha scritto brani contro l’anoressia, contro l’omofobia, in favore della “locomozione pulita”(ergo della bicicletta), ha firmato la sigla della Festa del Risparmio Energetico, è coordinatore del progetto Artisti Contro il Nucleare… e questo suo ultimo lavoro non poteva certo essere da meno.
The Reggae Circus è un album di denuncia. Dalle coloratissime trame, ovviamente spennellate in levare, che ci regalano il quadro completo di un circo e di tutti gli affascinanti personaggi che lo compongono, non è affatto difficile estrarre il messaggio lanciato da Adriano: combattere qualsiasi forma di pregiudizio nei confronti di chi è diverso da noi, di chi diverse ha le usanze, le tradizioni o la religione, di chi conduce uno stile di vita diametralmente opposto al nostro. Proprio come accade ai circensi.

I 12 brani che compongono l’album ci raccontano sì dei personaggi più classici e noti, come Il Clown o Lo sputafuoco, ma anche di quelle figure tipiche del circo di una volta, come le sensuali performers di Burlesque e Il Freak, il fenomeno da baraccone che forse tutti conoscono solo grazie ai film o alla letteratura a riguardo.
Le storie s’intrecciano e si susseguono tra loro in maniera variegata: The Reggae Circus ci parla de La Trapezista e de L’illusionista; ci regala un punto di vista nuovo e diverso sulla cultura Rom, raccontata attraverso Gypsy Reggae; ci svela quanto sia bello per qualsiasi essere vivente assaporare un po’ di agognata libertà, come accade per i leoni fuggiti dalla gabbia in The Lions (brano a chiusura del disco nel quale intervengono numerosi artisti amici di Adriano Bono, tra cui Marcello Coleman degli Almamegretta e i Kutso, per citarne alcuni).

Al termine dell’ascolto, le colonne portanti di questo notevole album appaiono evidenti e palesi: libertà di espressione, ribellione, apertura mentale a nuovi stimoli, a nuove informazioni, a nuove sorgenti a cui attingere. Affinchè le sorgenti siano tante, e la sete mai placabile.

Quello che invece si palesa meno è che quest’album non sia fatto per essere ascoltato e basta. The Reggae Circus va vissuto live, è una vera esperienza. Il progetto nasce proprio con l’intento di creare un mix tra musica reggae e performances circensi (chi è stato ai concerti può confermarvelo: è anche l’occasione per ammirare dal vivo trampolieri, sputafuoco, giocolieri e clown) mai visto prima d’ora.
Ed è davvero uno spettacolo unico nel suo genere, un’imperdibile festa GypsyReggae!

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