WMO 3.0

Spero mi perdoniate se quello che andrete a leggere non sarà il classico live report a cui 100Decibel (e a volte io stessa) vi ha abituato, ma lo scorso giovedì 7 Novembre è stato una serata live dalle diverse sfumature, soprattutto per me. Per una serie di circostanze che non vi sto a dire, ho assistito al terzo appuntamento del contest W.M.O. organizzato da Stazione Birra, non dalla mia solita postazione, di fronte al palco a godermi ignorantemente le performances degli artisti, ma consapevolmente da dietro le quinte.

Ignorantemente. Quando, come la maggior parte del pubblico, si assiste ad un concerto (che sia il W.M.O. o quello nei grandi stadi) ci si può far soltanto un’idea del lavoro che c’è dietro. Quello che conta per chi vi assiste è il risultato: è vedere gli artisti impeccabili, le luci perfetti, il suono limpido e pulito.
Consapevolmente. Piccole e instancabili api operaie operano dietro le quinte affinché luci e suoni siano perfette e diano all’artista la possibilità di dare il meglio. Certo, gli imprevisti e gli inconvenienti possono capitare: dicono che il bello della diretta stia anche in questo. A volte però può subentrare lo sconforto, la paura, la rassegnazione o semplicemente la timidezza che ti attanaglia, ti rende secca la gola. Ed è proprio in questi momenti che un gruppo ben affiatato si contraddistingue: quindi poco importa se una corda della chitarra si spezza, l’amplificatore resta muto o se un piatto della batteria si rompe. The Show Must Go On cantavano i Queen, loro che la storia della musica non l’hanno solo vissuta: l’hanno scritta! Non si è soli sul palco e il gruppo agisce come tale: sostenendosi e proseguendo insieme la fine del concerto. Perché non può esserci competizione, ma solo complicità.

Stare dietro le quinte,  mi ha fatto vedere le cose da una prospettiva diversa: osservare i ragazzi prima della loro esibizione, respirare la loro stessa adrenalina, aspettare con ansia l’attacco della prima nota per iniziare a far vedere al pubblico di che pasta si è fatti, mi ha portato a decretare quattro gruppi vincenti.

Essendo il W.M.O. un contest, una giuria era presente, pronta a dare consigli e a esporre osservazioni e alla fine il vincitore è stato fatto salire sul palco per prendersi la sua gloria. Dopo quest’ampia parentesi è doveroso dare all’evento la giusta importanza. Scopriamo quindi i partecipanti al terzo appuntamento del W.M.O. 3 e chi si è assegnato la qualifica di gruppo migliore della serata. Dopo aver presentato la giuria, composta da Valerio Cesari di Radio Rock, dal nostro fotografo Danilo D’Auria, e da Gianni Errera e Paolo Vita di One&Music, il primo gruppo è pronto a salire sul palco.

EsafaseStuzzicati da Francesco Mattaioli(basso) che ci preannuncia l’entrata in scena di un essere particolare, abbiamo subito la sensazione di essere catapultati in un fantascientifico film: sonorità elettriche e realizzazioni grafiche danno inizio a uno spettacolo sorprendente. Questa band, all’attivo dal 2012, sale sul palco composta dal già citato Francesco, Emanuele De Marzi (voce), Aurora di Rocco (batteria), Roberto de Alessandris (chitarra) e a completare la formazione l’Asettico. Gianni Errera, quando la presentatrice glielo ha chiesto, ha risposto che per avere successo una band deve essere originale, non solo nelle sonorità ma soprattutto sul palco. E gli Esafase si sono decisamente contraddistinti Parere più che positivo quello dalla giuria: anche Valerio è rimasto favorevolmente colpito da questa band. L’Alternative Elettric Music è un genere che pur piacendo a volte risulta pesante. Gli Esafase hanno trovato il giusto punto di incontro tale da portare avanti uno spettacolo piacevole e divertente. In fondo se sono stati scelti dai Linea 77 per un loro Opening Act un motivo ci sarà.

Smoking RogersCambiamo genere con gli Smoking Rogers, composti dalla scatenata Valeria (voce e chitarra), Lorenzo (chitarra), Anonymous (basso) e Theo (batteria). Dal loro profilo facebook si legge che con il loro grungealternativerock chiamatelopurepostgrungegaragerockromano, suonano, montano e rimontano pannelli e bruciano amplificatori. Insomma, ne ascolteremo delle belle. Ed effettivamente ne ascoltiamo davvero delle belle! Dietro le quinte avevo avvicinato Valeria e molto scherzosamente le avevo chiesto: “Se ti chiedessi di convincere la giuria per farvi vincere, tu cosa diresti?” E lei timidamente mi ha detto: “Non potrei dir nulla per convincerli: si dovrebbero convincere solo ascoltando la nostra musica e guardandoci sul palco!” Morale della favola? Giusta predisposizione al pubblico, completa padronanza delle proprie doti e capacità, una sonorità coinvolgente, mancanza di tempi morti tra un brano e l’altro, hanno portato questi carismatici ragazzi ad essere per davvero proclamati i vincitori della serata.

I gruppi che hanno calcato successivamente il palco e che hanno chiuso la serata, fanno del punSons Of Loser Puppetsk rock la loro cultura e in comune hanno anche una giovanissima età.

Vi siete mai chiesti com’erano agli esordi i Green Day? Beh, guardando i Sons Of Loser Puppets possiamo averne un’idea: carismatici e talentuosi, energici e coinvolgenti. Claudio Causio (al basso), Lorenzo Rava (batteria/voce), Gianluca Improta (voce, chitarra) e Giordano Santarelli (chitarra e voce) hanno affrontato già diverse line up, ora però sembrano aver trovato il loro equilibrio ed hanno già all’attivo un album uscito il 15 Gennaio 2013, I Am Not. Abbattuto il muro della timidezza i Sons Of Loser Puppets hanno calcato degnamente il palco. Apprezzata è stata la scelta di omaggiare i fantastici Green Day con una della canzoni più belle della band statunitese: Jesus Of Suburbia.

Ultimi a salire sul palco, ma non di certo quanto a talento, grinta e determinazione, sono stati Le Facce, alias Alessandro Catalano (voce e chitarra), Giorgio Strano (basso) e Le FacceLuca Calisti (batteria). Un appaluso ancor più forte è stato speso per questo esordiente gruppo, il cui primo album Le Parole vedrà luce nel 2014. Nonostante alcuni inconveniente tecnici, non si sono persi d’animo e, tra improvvisazioni basso/batteria e scambi di battuta col pubblico, hanno sdrammatizzato e reso piacevole quel lasso di tempo necessario per continuare la loro performance.

Il bello del W.M.O. è proprio quello di dare la possibilità a tutti i talentuosi di mettersi in gioco, vincere le paure più grandi e imparare dai grandi. Nessun vincitore, nessun vinto. Una medaglia d’oro e un caloroso applauso va solo alla dea Musica, senza la quale non potrebbero esistere serate come queste.

Ringraziamo nuovamente Valerio, Gianni e Paolo, Danilo che ha zigzagato tra click e votazioni; Stazione Birra per la gentile ospitalità; tutto il pubblico che fino alla fine ha sostenuto i propri beniamini e applaudito agli altri sfidanti; e ovviamente i singoli partecipanti che stasera come non mai ci hanno regalato una serata davvero dalle diverse sfumature.

Per saperne di più, l’invito è sempre quello di consultare i seguenti siti:
https://www.facebook.com/pages/Radio-Rock/45214613596?ref=ts&fref=ts
https://www.facebook.com/stazionebirralive?ref=ts&fref=ts
https://www.facebook.com/esafase?ref=ts&fref=ts
https://www.facebook.com/LeFacce?ref=ts&fref=ts
https://www.facebook.com/LoserPuppets?ref=ts&fref=ts
https://www.facebook.com/smokingrogers?ref=ts&fref=ts

 

Comments

comments