Headliner della sesta serata del Pistoia Blues (dopo l’apertura affidata ai Down to ground, gruppo italiano con frontman neozelandese) sono stati gli Skunk Anansie. Trascinati da una Skin in forma smagliante, la band britannica ha investito con una valanga di suono il pubblico che aveva riempito piazza del Duomo. Pubblico che, per quanto caldo ed energico, non ha di certo intimorito la scatenata frontwoman, che ha lo ha anzi “domato” mostrato un’energia che ha davvero impressionato. Largo spazio ovviamente è stato dedicato ai pezzi tratti dall’ultimo lavoro Anarchytecture o comunque della fase post-reunion, ma senza trascurare gli album storici che negli anni’90 hanno fatto la fortuna della band, dal primo Paranoid & Sunburnt (Weak, I Can Dream, 100 Ways To Be A Good Girl, Little Baby Swastikkka) a Stoosh (Twisted, Hedonism) fino a Post Orgasmic Chill (You’ll Follow Me Down, The Skank Heads, Charlie Big Potato, Secretly).

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