Tutta la città di Roma è stata tappezzata di manifesti con quella grande luna gialla al centro per settimane ed è stato un gran parlare dei suoi ospiti, su giornali e social network. Le aspettative per questo evento erano dunque alte, soprattutto dopo il successo dei concerti organizzati lo scorso anno al Teatro Tirso de Molina. La location è cambiata, ma il risultato no, anzi, è stato addirittura superato, considerato che si è trattato di una serata unica.

Ancora una volta, padrone di casa è stato Stefano Mannucci, giornalista, grande appassionato di musica e piacevolissimo intrattenitore. Ha accolto con la sua usuale verve un pubblico numerosissimo, nella graziosa cornice del Teatro Quirino – Vittorio Gassman e ci ha regalato qualche ora di puro piacere, a suon di musica, aneddoti, racconti, chiacchiere e vivace romanità con Serenata per Roma.

IMG_8684La platea e gli spalti sono gremiti di gente, quando, fra il pubblico, iniziano a circolare le prime note, tutti si guardano intorno ed ecco spuntare improvvisamente Gianmarco Dottori, Ghita e Durden. Il primo però a calcare il palcoscenico è Mario Venuti, già ospite del “Mannucci Show”, lo scorso anno, per la reunion dei Denovo. Venuti si cimenta con una delle canzoni simbolo della Capitale, “Roma Capoccia” di Antonello Venditti. Ad accompagnare il cantautore messinese c’è Diodato. Insieme aprono ufficialmente Serenata per Roma. In ordine sparso, ricordiamo chi poi li ha seguiti, animando sempre più la serata, con un pubblico che ha sinceramente apprezzato ogni canzone e ogni momento di chiacchiera, alternando così momenti di passione e sentimento, ad attimi di ilarità e risate. Abbiamo visto la rossissima e minuta Nathalie ricordare l’immensa Gabriella Ferri, in uno dei suoi pezzi più emblematici “Te possino dà tante cortellate”, Alessandro Mannarino è sto acclamato a furor di popolo sin dalle prime note di “Sinnò me moro” e poi “Serenata Lacrimosa”, Raiz e Mesolella si sono esibiti in una personalissima “Arrivederci Roma”, rifacendosi più alla versione americana di Dean Martin che a quella di Renato Rascel. Inoltre, abbiamo ammirato la fantastica Dolcenera nella reinterpretazione di “Sempre”, anche lei ricordando Gabriella Ferri e ancora, la splendida Elena Bonelli con “Chitarra romana” e Mariella Nava, in coppia successivamente con Gianmarco Dottori, ha cantato “Roma nun fà la stupida stasera”. Zibba ha portato “Affaccete Nunziata” e dopo, insieme a Jack Savoretti, si sono lanciati in una apprezzatissima rivisitazione di “Ancora tu”, di Lucio Battisti. Tra l’altro, Jack Savoretti , che nei giorni scorsi ha anche aperto il concerto di Elisa all’Atlantico Live, è stato un ospite decisamente molto ammirato, non soltanto per la sua sorniona avvenenza, ma anche per quel modo tutto suo di essere “italiano”, parlando correttamente la nostra lingua e raccontando aneddoti con grande simpatia. Ha cantato “Roma nuda” di Franco Califano, accompagnato da Enrico Giaretta, il pianista del Califfo che ha eseguito persino un accenno di “La nevicata del ’56”. Il gran finale è stato affidato a Renzo Rubino che ha salutato il pubblico, ancora carico di entusiasmo, con il pezzo “Vecchia Roma”.

In tutto ciò, avrebbe dovuto prender parte alla serata anche Noemi, ma una brutta febbre l’ha costretta a rimanere a casa, tuttavia, il sagace Mannucci ha pensato bene di fare una sorpresa al pubblico, improvvisando un simpatico siparietto, in comapgnia di Gianmarco Dottori. Insieme l’hanno contattata telefonicamente e le hanno dedicato una canzone. Anche la giovane artista avrà sicuramente apprezzato il gesto e il calore del pubblico che si è dilungato in un sonoro applauso sarà stato per lei un vero toccasana.

Una serata dedicata interamente a Roma, alla romanità sincera, quella degli stornelli, delle storie di strada, quella di un popolo che ha sempre amato con anima e corpo la sua città, una città carica di sfumature, di emozioni, di calore umano prepotente e genuino, quello spesso evidenziato in tanti film famosi (soprattutto quelli neorealisti di un po’ di tempo fa) e nel grande repertorio musicale a lei dedicato. Una tradizione di musiche e canti che ancora oggi riscaldano il cuore, fanno scendere qualche lacrima e rendono omaggio alla città più amata e desiderata al mondo. E questo splendido omaggio è stato fatto anche qualche sera al Quirino, un dono davvero indimenticabile!

Ringraziamo Stefano Mannucci e gli organizzatori per l’ospitalità.

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