donpasta

Il 17 giugno è salito sul palco di Eutropia – L’Altra Città Festival 2015 Don Pasta, portando in scena il suo libro “Artusi Remix. Viaggio nella cucina popolare italiana“.

Food Sound System – Artusi Remix” è il nome dello spettacolo a cui ho assistito, un nuovo progetto multimediale in cui sono miscelati cucina, musica, racconto popolare e immagini. Lo spettacolo si è aperto con un video in cui un’anziana donna raccontava la sua cucina e i suoi ricordi d’infanzia, che si intrecciavano con la storia della resistenza italiana durante la seconda guerra mondiale. La proiezione è stata di grande impatto emotivo ed è riuscita subito a far entrare nel vivo dello show e a far comprendere quale sia il pensiero, oserei dire l’universo “filosofico”, di Don Pasta: raccontare il nostro modo di essere, la cultura e la storia italiana anche attraverso il nostro patrimonio culinario. Il cibo è, secondo l’ecclettico “showman chef ”, un linguaggio, che appartiene ad ognuno di noi ed è essenziale preservarne l’unicità, evitando l’omologazione. Dal palco Don Pasta ha lanciato i suoi appelli dichiarando ad esempio, con perentorietà e assoluta convinzione, che “La frittura è carpe diem, è un peccato che va compiuto.”, e si è spinto oltre dichiarandone la natura “politica”: per Don Pasta, infatti, “Il friggere è perdere tempo. Il perdere tempo diventa una scelta politica”.

È stato uno spettacolo altamente sensoriale in cui sono stati coinvolti vista, gusto, olfatto, tatto, udito: i profumi della cucina che si diffondevano nell’aria (beati, soprattutto, coloro che erano sotto il palco), gli assaggi delle polpettine fritte, le parole accompagnate dalle immagini e dalla musica. Un tripudio sinestetico.

La musica è stata l’altra grande protagonista dello show. Musicisti di grande spessore, capaci di spaziare dal reggae al jazz, dal rock alla pizzica salentina, hanno accompagnato le parole di Don Pasta e le immagini. Incantevole la voce di Rachele Andrioli, cantante di pizzica salentina, affascinante il sentire come anche lo sfrigolio dell’olio fosse uno strumento e parte integrante dell’ensemble musicale.

Uno spettacolo sicuramente fuori dal comune che merita di essere rivisto all’interno di una stanza per godere appieno degli odori e dei profumi che si sprigionano dai tegami di Don Pasta.

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