Radiodervish

Quando Puglia e Palestina si fondono, quello che ne esce fuori è qualcosa di estremamente meraviglia.

Lo scorso 30 Gennaio, ospiti dell’ Auditorium Parco della Musica, abbiamo assistito a un concerto/evento che vede il ritorno nella capitale “che tanto ci piace perché è come ritornare a casa” dei Radiodervish, gruppo formatosi nel 1997 e costituito da Nabil Salameh (voce), Michele Lobaccaro (chitarre e basso), Alessandro Pipino (fisarmonica) e Pippo Ark D’Ambrosio (percussioni).

Uno di quei concerti da godersi a braccia conserte, a occhi chiusi, per meglio riuscire a carpire ogni variazione di suono, ogni dettaglio aggiunto alla composizione che trascina lo spettatore in un mondo dove non si può far altro che scorgere serenità: limpidi ruscelli, spumeggianti onde, una fresca brezza dell’estate. E le immagini fatte di luci e colori, proiettate sullo schermo alle spalle degli artisti, aiutano ad estraniarsi dalla realtà. Le parole, quasi sussurrate da Nabil, sembrano provenire da una terra lontana (come poi è) e ci parlano di terre incantate, di sentimenti puri e veri, così come il discorso iniziale sui barconi della speranza. Suoni e visioni.

Il concerto si muove lungo i brRadiodervishani che costituiscono il nuovo lavoro dei Radiodervish, Human: un viaggio che scava nella crisi odierna, ma vista anche in una chiave positiva, come occasione di rivalsa.

Il pubblico, che ha riempito la Sala Petrassi, è benevolo e coinvolto dalla band, dalla simpatia di quei favolosi artisti che ne fa il biglietto da visita dei loro live.

Nabil, con la sua voce sensuale, ci accompagna lungo sonorità mediterranee, lungo quel mare che unisce culture che in questa serata non risultano poi tanto diverse: la musica non conosce colori o nazionalità. Unisce, semplicemente!

Ringraziamo l’organizzazione, Fondazione Musica per Roma e l’Auditorium Parco della Musica per l’ospitalità.

Per saperne di più:

https://www.facebook.com/Radiodervish

https://www.facebook.com/AuditoriumParcodellaMusicaRoma?ref=ts&fref=ts

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