Uscita 17

Uscita 17

Il 7 Febbraio scorso, a Stazione Birra, abbiamo preso parte al release party degli Uscita 17 che hanno ufficialmente presentato il loro nuovo album, Solo Buone Notizie (uscito per OneMoreLab e di cui potete leggere il nostro live report qui). Loro sono: Federico Tacchia (voce/chitarra), Gabriele Gavazzi (chitarra/cori), Emanuele Tacchia (tastiere/rumori), Carlo Moscatelli (batteria) e Luigi Leggio (basso/cori). Incuriositi dalla loro vivacità, grinta e dalla grande capacità di tenere il palco, li abbiamo raggiunti per conoscere meglio questi talentuosi ragazzi, di cui (ne siamo certi) sentiremo ancora parlare!

La prima domanda è quasi d’obbligo: che legame avete con il numero 17? L’album, lo ricordiamo, è uscito venerdì 17 Gennaio… Scaramanzia portaci via!

Veramente è solo una casualità, volevamo fare l’uscita del disco il primo venerdì dopo le abbuffate natalizie e dopo ci siamo accorti che sarebbe stata proprio il giorno sfortunato per antonomasia… E sta andando anche abbastanza bene, contro ogni aspettativa e ogni forma di scaramanzia!

Avete aperto i Marlene Kuntz proprio a Stazione Birra. Che effetto fa passare da open act ad headliner sullo stesso palco?

Nessuno, nel senso che noi rimaniamo gli stessi di un anno fa ma con un disco importantissimo in più; forse abbiamo più esperienza alle spalle e un grado in più di maturazione scaturito proprio da quel concerto fantastico in cui abbiamo avuto l’onore di far parte, ma di base, siamo gli stessi… Anche perché siamo solo all’inizio.

Presentateci il nuovo album.

Solo Buone Notizie è un’esplosione di suoni e di ritmi, di chitarre aggressive e di synth  sempre più presenti, devastanti e coinvolgenti. È il disco che volevamo, curato in ogni particolare e nei testi, grazie anche alla splendida direzione artistica di Alessandro e Pier dei Velvet.

Dieci tracce ma nessuna di esse porta il nome Solo Buone Notizie. Come mai avete scelto questo nome?

Perché tutti noi ne abbiamo bisogno. Ora, senza cadere nel luogo ormai comune della crisi che attraversiamo, le buone notizie sono quelle che vorremmo sentire tutti su questo pianeta e che non arrivavano mai. E allora le abbiamo portate noi. Dieci tracce per dire al mondo che niente è impossibile; provare ad essere ottimisti non costa nulla e alla fine, se ci provi, capisci che puoi farlo tutti i giorni senza neanche accorgertene. Poi, ci piacciono i dischi il cui nome è il filo conduttore. Siamo senza “title track”, è vero, ma pensandoci bene non ne sentiamo la necessità perché ogni canzone, presa singolarmente, rappresenta un pezzo del disco.

Come del resto nessun vostro album/ep porta il nome del gruppo…

Sì, sarà che siamo cresciuti negli anni ’90, ma quelle cose le facevano i Take That o i Backstreet Boys…

Qual è il vostro brano preferito?

Alcune piacciono più o altre meno, ma nel complesso, e lo diciamo sinceramente senza problemi, abbiamo lavorato così duramente che tutte le canzoni ci piacciono veramente tanto.

E quale potrebbe essere il più rappresentativo del gruppo (per mood, musicalità, etc)?

Quella c’è. È Siamo Poveri, perché l’abbiamo scritta dopo una delle lunghe riunioni che spesso organizziamo per fare il punto della situazione. Eravamo a casa di Carlo e in quella domenica avevamo chiaro in testa che avremmo dovuto lavorare tantissimo, correndo il rischio che comporta coltivare un sogno come il nostro, ovvero essere una Band di professione… Ma per noi la cosa più importante è la nostra musica. Il resto non conta e non abbiamo altra scelta se non provarci.

Tra le vostre influenze citate molteplici artisti. Ma ce n’è uno più di tutti che vi ha guidato?

Abbiamo iniziato a scrivere i pezzi di Solo Buone Notizie di ritorno dal concerto dei Foo Fighters la scorsa estate… Ci siamo andati tutti insieme ed è stata un’esperienza veramente indimenticabile. Quella attualmente è la più forte live band rock del pianeta. Forse più dei Pearl Jam.

Chi si occupa dei testi e dell’arrangiamento musicale?

Tutti i testi di questo disco sono stati scritti da Federico e poi, nel momento in cui andavano inseriti in una melodia, sono stati rielaborati tutti insieme. Anche per quanto riguarda l’arrangiamento hai toccato un tasto molto importante: come nei testi, sebbene il tema scaturisca da un singolo, è assolutamente frutto delle ore passate tutti e cinque in sala.

Oltre ai brani del nuovo album, durante il release party ne avete eseguito qualcuno “dal passato” e nonché due cover. Come mai la scelta è ricaduta su quei brani? (riferito sia alle cover che ai brani dell’altro disco).

I brani del passato sono inclusi in Numero Primo, il nostro primo disco uscito nel 2010 e prodotto da Danilo Silvestri (quello dei Giuda per intenderci); Maschera e Voglio Così fanno parte di quel filone di brani che ci appartiene ancora e che ci diverte ancora suonare dal vivo. La cover che abbiamo deciso di suonare è Luna In Agosto… È il tributo a Matteo Blasi, il cantante fondatore dei Biorn, la Band in cui Fede ha militato come batterista ma soprattutto una delle persone che più ci ha insegnato a credere nella nostra musica. Purtroppo ora non c’è più ma il suo ricordo è vivo più che mai.

Ed adesso, quali progetti avete?

Vogliamo far ascoltare la nostra musica a chiunque. Ora che Solo Buone Notizie è uscito, sta a noi suonarlo in giro: per una band come la nostra il live è fondamentale e per questo abbiamo messo su il #bombatomica tour che ci porterà in più tappe in quasi tutta Italia.

Di seguito, il video di In Faccia A Nessuno il primo singolo estratto. Buon Ascolto!

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