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Cilindro nero, occhiali specchiati e riccio ribelle, avete già capito di chi stiamo parlando. Dici Slash e pensi ai Guns N’ Roses ma ormai abbiamo fatto l’abitudine all’idea che non ci sono più. Dici Slash e ti aspetti un pubblico della generazione anni ’90 e invece di generazioni ieri ne erano presenti tre ed ancora una volta fanno quasi tenerezza, e allo stesso tempo ci danno una speranza, i bimbi che con mamma e papà iniziano a scoprire la storia della musica.

Dopo 4 anni sul palco del Postepay Rock in Roma 2015 ritroviamo uno Slash in forma smagliante con Myles Kennedy & The Conspirators composti da Brent Fitz (batteria), Todd Kerns (basso) e Frank Sidoris (chitarra). Due ore di pure Rock che lascia entusiasti i vecchi fan dei Guns N’ Roses che forse non si aspettavano in scaletta tanti riferimenti alla vecchia guardia. Come sempre un ottimo Myles valorizza il repertorio di Slash il tutto completato dall’ottima band.

Si inizia con You’re a Lie (primo singolo di Apocaliptic Love) si continua con Nightrain primo dei tanti tuffi nel passato e poi si prosegue con Avalon. Gli occhi di tutti sono sempre su di lui che stasera non delude, Slash imperioso domina la sua Gibson, da brividi l’assolo su Rocket Queen e regala le sue inconfondibili pose che sono impreziosite dai capelli alzati dal vento che soffia su questa serata romana.

Una menzione particolare per Todd Kerns che presta la sua voce per una emozionante Welcome to the jungle.

Ma l’apoteosi arriva sulle note di World on fire, Anastasia, Sweet Child of mine cantata in coro da tutto il pubblico. Siamo quasi alla fine Slash esce dal palco ma nessuno si muove, ne manca una, non può non farla sarebbe come arrivare ad un metro dalla linea e non tagliare il traguardo. E come qualsiasi lieto finale partono le note di Paradise City con la quale Slash & Co. ci danno la buonanotte. Una notte che vorremo non finisse mai, perchè stavolta il rock ci è entrato nelle vene. Questa sera siamo stati presi per mano e portati in una dimensione in cui tutto sarebbe potuto accadere. Il rock è anche questo.

Non possiamo non citare i Rival Sons che hanno scaldato il pubblico per un’oretta e che ci hanno lasciati a bocca aperta. Hanno tutte la carte in regola per calcare i palchi da headliners e siamo sicuri che sentiremo presto parlare di loro. Carisma da vero frontman quella di Jay Buchanan cha sa come tenere il palco, accompagnato da Scott Holiday alla chitarra, Micheal Mike Miley alla batteria e Robin Everhart al basso.

Qui la scaletta del concerto di Slash

You’re A Lie
Nightrain
Avalon
Halo
Back From Cali
Wicked Stone
Too Far Gone
Double Talkin’ Jive
You Could Be Mine
Iris Of The Storm
Doctor Alibi
Welcome To The Jungle
Beneath The Savage Sun
The Dissident
Rocket Queen
World On Fire
Anastasia
Sweet Child O’ Mine
Slither

Bis

Paradise City

Il prossimo appuntamento del Postepay Rock in Roma è il 30 giugno con i Mumford & Sons.

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