Premessa fondamentale e di parte, chi scrive questo report ha una passione smodata per la Scozia ed i suoi abitanti. Inutile ricordarlo, i Simple Minds sono molto scozzesi, e dunque alloggiano nell’Olimpo delle band più simpatiche oltre che, è il caso di dirlo, fighe.

Scusate il modo poco ortodosso di iniziare questo report, ma credo sia abbastanza in linea con lo spirito di questo live, basti pensare al momento in cui Jim Kerr con il suo impeccabile senso dell’umorismo (ispirato totalmente dalla realtà!)  ha spiegato scherzandoci non troppo, che questo tour nasce da una proposta economica a cui davvero non potevano dire di no, tanto che per sdrammatizzarla hanno aggiunto una clausola fondamentale sul contratto: due tobleroni, uno bianco ed uno classico! Ecco questo più o meno è stato lo spirito generale della serata all’Auditorium di via della Conciliazione: leggera per la situazione e di spessore nei contenuti. Ma torniamo un momento all’inizio, quando a sorpresa è uscito proprio Jim Kerr sul palco per presentare, in italiano fluente, la performance di KT Tunstall. A molti il nome forse può risultare poco familiare ma siamo certi che la conoscete già, grazie ad alcuni suoi singoli che all’inizio del 2000 sono stati molto presenti nelle classifiche (Black horse and the cherry tree, Suddenly I See, Other Side of the World). KT ha contribuito alla realizzazione della versione acustica di Promised You a Miracle (con il quale ha duettato insieme ai Simple Minds anche sul finale di scaletta). Viene anche lei dalla Scozia con furore e si è esibita con una semplicità talmente estrema da catturare totalmente l’attenzione del pubblico che aveva già infoltito la sala.

Pochi minuti per il cambio palco e l’atmosfera inizia a scaldarsi davvero, eh si perchè i fan dei Simple Minds sembrano tranquilli in apparenza ma invece, non appena la batterista ha iniziato l’intro, chi era riuscito a contenersi fino a qualche minuto prima si è lasciato totalmente andare. Ed era impossibile anche per un profano non sentirsi coinvolto perchè gli arrangiamenti  di questa chiave acustica (l’album Acoustic è uscito proprio a Novembre 2016) hanno reso perfettamente la carica che i brani hanno normalmente nella versione elettrica.

Nell’ora e mezza in cui hanno suonato c’è stato il tempo di pensare a tutto: dal mandare a fanc*** la Brexit, al lamentarsi di quanto costino le donne, dalle ex mogli fino al vestito di Vivienne Westwood indossato dalla loro splendida corista (con un Jim Kerr che guardando invece sconsolato la propria camicia esclama: H&M!). Non sono mancati i tributi ad artisti scomparsi come David Bowie e Prince, ma anche tanta ironia, come quando con l’occhio furbo e navigato Jim Kerr, rispondendo alle urla insistenti del pubblico che ogni tanto lanciava titoli di brani nel buio dell’Auditorium, ha rassicurato tutti: “si non preoccupatevi, poi faremo anche Alive and Kicking!” Come a dire, lo so che volete sentirla, ma per le cose speciali bisogna aspettare (non che gli altri loro singoli fossero da meno!), ed infatti, sul finale, quando ormai ognuno aveva decisamente dimenticato dove si trovasse la propria poltrona assegnata, circondato da un mare di gente, ha iniziato a cantarla… You turn me on, you lift me up…

La Setlist:

– New Gold Dream (81-82-83-84)

– See the lights

– Glittering Prize

– Chelsea Girl

– Big Sleep

– Stand By Love

– Someone, Somewhere in Summertime

– Waterfront

– Andy Warhol (David Bowie cover)

– Dancing Barefoot (Patti Smith group cover)

– Speed Your Love To Me

– Don’t You (Forget About Me)

– Sanctify Youself

Encore

– Honest Town

– The Cross (Prince cover)

– Promised You A Miracle (with KT Tunstall)

– For What It’s Worth (Buffalo Spingfield cover with KT Tunstall)

– Alive and Kicking

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