Questa la prima cosa detta per descrivere Kahbum, la web serie musicale in cui due cantautori del panorama indipendente si incontrano in uno studio di registrazione.
Lì, ad attenderli, due sedie, una busta con all’interno un titolo originale e 90 minuti di tempo per comporre un pezzo.

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Non è un talent, non è una gara, non ci sono vincitori né giudici, solamente persone che insieme creano qualcosa che prima non c’era. È un luogo d’incontro dove si parla, si scrive si suona liberamente. E soprattutto è un modo per portare lo spettatore dove non è mai stato: nel posto in cui nascono le canzoni.
Questo il cuore del progetto ideato e prodotto dall’agenzia di comunicazione NECOS con l’obiettivo di valorizzare la musica originale e la spontaneità; di promuovere quella generazione di artisti che punta tutto sull’autenticità e sull’indipendenza. Quella, dunque, che è la linfa vitale della scena musicale del nostro paese, con artisti proveniente dall’underground italiano e da quei “sottoboschi” più oscuri al mainstream, ma particolarmente apprezzati dagli amanti della musica.
La volontà che c’è alla base è quella di sostenere questa cultura, creando e diffondendo prodotti di qualità che siano il frutto di un processo creativi totalmente libero, che arrivi in modo diretto al pubblico e riesca a suscitare interesse.
I titoli sono ideati dalla NECOS o selezionati tra quelli che gli utenti potranno proporre attraverso il sito.
Tutto ciò raccontato in dodici episodi di 5 minuti che verranno pubblicati sul sito di Kahbum dal 12 aprile al 30 giugno 2016 con cadenza settimanale.
Già guardando il primo episodio Se mi fai uno squillo ed io ti richiamo non puoi non rispondere, online dal 12 aprile (clicca qui per guardarlo) e che ha come protagonisti Daniele Autore dei Vanilla Sky e Francesco Megha degli Autoreverse, arriva forte tutto il senso di questo progetto con un risultato interessante, divertente e di qualità.
Un prodotto culturale originale, che non somiglia a nulla i pre-esistente e riesce a portare al centro della scena il processo creativo e compositivo. Il segreto è la collaborazione oltre che l’amore per la musica e la voglia di realizzare qualcosa di autentico solo per il gusto di farlo.

kahbum_foto_2Con queste premesse difficile non pensare che si tratti di un progetto promettente, che stuzzica la curiosità di coloro che hanno sempre pensato che l’arte sia prima di tutto raccontare se stessi in modo originale, senza essere la brutta copia di nessuno, espressione di un desiderio di portare un po’ di ciò che si ha dentro agli altri.
In questa serie c’è tutto questo e molto altro, senza escludere un po’ di sano e puro divertimento. Si configura, dunque, come un momento in cui i vari artisti coinvolti si confrontano liberamente sulla canzone da scrivere e sul genere e si fonda totalmente sulla valorizzazione della libertà di espressione, requisito essenziale per l’esistenza dell’arte.
Il nome deriva da un termine tibetano che vuol dire “10.000 parole” e anche questo ci sembra significativo di ciò che ci aspetta da qui ai prossimi mesi: un viaggio nel mondo della musica più puro e autentico, al di fuori dei meccanismi tradizionali dello showbiz, con la mente aperta al nuovo e al bello.

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Un progetto che si inserisce in un percorso più ampio di creazione di un’officina che produca format crossmediali di qualità incentrati sulla collaborazione tra artisti indipendenti.
Kahbum è quello che gli amanti della musica attendevano da tanto per veder finalmente crollare il muro della finzione e dar vita a qualcosa di autentico.
Alla luce di ciò, ci sembra quasi superfluo sottolineare quanto questa serie sia assolutamente imperdibile.
Non ci resta che attendere il secondo episodio, previsto per lunedì 18 aprile.
Curiosi di scoprire i protagonisti della prossima settimana, vi invitiamo a visitare il sito web del progetto oltre che la pagina Facebook e a non perdere i prossimi episodi di Kahbum: la serie che crea indipendenza.
Noi, dal canto nostro, siamo già certi che ne varrà la pena.

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