articolo di Federica Ponza – Matteo Nardone

29 ottobre 2015: un viaggio che affronta passato, presente e futuro, incroci di geografie e umanità fra passato e presente, azioni e linguaggi per creare immaginari, pensieri e sogni. Saba Anglana, cantautrice nata a Mogadiscio ma cresciuta in Italia, con la sua sensualità ha offerto tutto questo al pubblico che ha riempito la sala del Monk Club a Roma  in occasione del release party del suo ultimo lavoro Ye Katama Hod (The belly of the city), i cui brani sono composti in collaborazione con Fabio Barovero dei Mau Mau.

Un album ispirato dalla suggestione che ogni città, specie ogni metropoli, da Addis Abeba a Roma, da Mogadiscio a New York, a ogni latitudine del pianeta, si formi come un organismo vivente, in continua espansione. La città bella e poi distante, vista come ventre materno che rifiuta, come sogno infranto che si lascia annientare perché ha ospitato i germi della distruzione o della speculazione.

Il nuovo disco, uscito il 21 settembre, segue l’album Life Changanyisha (trad. La vita ci mescola), progetto speciale per AMREF, che ha raccontato il viaggio dell’artista in Kenya attraverso villaggi e luoghi sostenuti dall’organizzazione sanitaria. Un percorso geografico, umano e musicale, dalla savana dei cori Masai in Tanzania ai ragazzi degli slum di Nairobi, raccontato con le lingue parlate in quei luoghi: swahili, somalo e inglese.

Per la prima parte del concerto la cantautrice si concentra sulle tracce del nuovo album, raccontando anche come nasce il disco e quali storie si nascondano dietro i brani eseguiti. Così la performance mischia in modo suggestivo teatro e musica, come ci aveva preannunciato durante l’intervista (leggi qui).

Ad accompagnarla sul palco Fabio Barovero alla fisarmonica, Federico Marchesano al contrabbasso e Mattia Barbieri alla batteria. Una formazione capace di creare atmosfere interessanti, che anche musicalmente portano sul palco le origini del disco, che si rifà alla cultura e alla tradizione etiope.

Saba AnglanaRacconti e musica, dunque, anche per agevolare la comprensione di un disco che è in lingua amarica e che, dunque, non è sicuramente facile da capire, almeno a livello di contenuti, per chi quella cultura e quella lingua non la conosce. La vera forza del disco – e dunque della serata- sta nella capacità dell’artista di calare tutti i presenti in quelle suggestioni e in quei panorami estranei principalmente per motivi geografici, ma che durante il live diventano mano mano sempre più familiari. Una conoscenza che sa arricchire, indubbiamente, oltre che coinvolgere.

La cantautrice, però, propone per l’occasione anche due brani degli albume precedenti Biyo (Water is Love) contenuto nell’album omonimo del 2010, il cui tema fondamentale è l’acqua e la sua importanza; e Jidka (The Line) anche questo tratto dall’album omonimo del 2008 e che invece narra della doppia origine della cantautrice, divisa fra l’Africa e l’Italia.

Il concerto termina con Zarraf, sempre dall’ultimo disco, grido di riscatto e di ribellione che Saba Anglana riversa con potenza sul pubblico, con l’energia pura e luminosa che la caratterizza per tutto il concerto. Non fa in tempo ad uscire di scena che è già richiesta di bis e si torna sul palco per poi chiudere il concerto fra il grande calore del pubblico del Monk Club. Ciò che colpisce, oltre al sound interessante del live, è la grande capacità di trovare punti di contatto fra culture apparentemente lontane, con un concerto che permette invece di capire quanto certe storie, sentimenti o istanze siano poi universali. E alla fine ciò che rimane è la consapevolezza di quanto si possa imparare se si accettano le differenze come valori aggiunti e se si riesce a guardare a ciò che lega, alle cose in comune, piuttosto che a ciò che allontana e divide.

Questo è quanto ha lasciato Saba Anglana sul palco del Monk e, dunque, a tutti noi, con grande naturalezza e trasporto. Oltre a tante belle atmosfere musicali, insegnandoci ad apprezzare i suoni tradizionali dell’Etiopia. Sound spirituale, ricco, pieno, fatto di piccoli dettagli che sembrano proiettare paesaggi e culture, suoni cupi ma anche soavi, in un gioco di luci ed ombre, nell’alternanza fra bianco e nero che è propria di questo disco.

Un album che live riesce a restituire grande energia, mentre la cantautrice si lascia letteralmente portare dalla propria musica, tanto da diventarne parte integrante. Come ci aveva spiegato, entra a Roma in punta di piedi, come pure il suo live inizia sommesso, delicato, per poi esplodere in un crescendo musicale ed emotivo. E se metaforicamente entra in punta di piedi, materialmente arriva con forza. Un live difficile da dimenticare.

 

Riportiamo le prossime date dello Zarraf Tour di Saba Anglana:

30 ott- Ariano Irpino (AV) – Pignata in Bellavista

4 nov – Firenze – Cinema Odeon- Musica dei popoli

5 nov – Bologna Bravocaff

6 nov – Milano Bikoclub

7 nov – San Vito diLeguzzano (Vicenza) – Centro stabile di cultura

12 nov – Asti – Diavolo rosso

13 nov – Genova – La Claque

3 dic – London – Richmix

Ringraziamo il Monk Club e Big Time per l’accoglienza e la disponibilità.

Per saperne di più:

Facebook: https://www.facebook.com/pages/Saba-Anglana/59210933828

Twitter: http://www.twitter.com/SabaAnglana

YouTube: http://www.youtube.com/user/SabaAnglana

Monk Club: http://www.monkroma.club/

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