Abituati al mito dei Pink Floyd che per decenni hanno fatto la storia della musica, con gli stadi gremiti di gente e le loro opere rock cariche di tematiche e valori sociali che hanno guidato e anche fatto scontrare intere generazioni nel mondo, poco riusciamo a scavare nell’intimità dell’animo umano di una persona che, nonostante la fama e la gloria, ha sempre portato con sé dei vuoti incolmabili (la mancanza del padre e la morte del caro amico e collega Syd Barrett) pur tasparendo in maniera lampante nei testi di capolavori assoluti come The Wall o The Final Cut.

Stiamo parlando di Roger Waters, una delle colonne portanti dei Pink Floyd, carismatico cantautore e polistrumentista, che negli ultimi anni è spesso venuto in visita in Italia, a prescindere dai tour musicali, per andare alla ricerca del padre perduto. Quel padre che ha sempre portato nel cuore e nella sua musica (The Tiger broke free e anche In the flesh?), attraverso testi e accordi cupi, malinconici, ossessivi e talvolta provocatori, sintomi di un vuoto incolmabile che mai gli diede pace, sin dall’infanzia, non avendolo mai potuto conoscere. Eric Fletcher Waters fu infatti ufficiale britannico presso le Royal Fusilieries, nella Seconda Guerra Mondiale e morì durante lo sbarco ad Anzio, sul litorale romano, il 18 febbraio 1944. Il suo corpo non fu mai ritrovato, ma ci pensò Harry Shlinder, oggi ultranovantenne, rappresentante dei veterani britannici in Italia, a ricostuire l’accaduto , essendo anche lui ad Anzio nel ’44, come meccanico aggregato al Reggimento di fanteria Sherwood Foresters. L’anziano Shlinder da anni si dedica con passione e devozione alla ricostruzione di quelle storie di guerra cadute nell’oblio e, fra esse, è riuscito a mettere insieme tanti pezzi della storia del padre di Roger.

Proprio ieri mattina, ad Aprilia, si è svolta la cerimonia di commemorazione del 70° anniversario della morte di Eric Fletcher Waters a cui ha partecipato, evidentemente commosso, ma sereno, il figlio Roger. Fra tante autorità locali, militari, gli studenti dell’Istituto Carlo e Nello Rosselli, centinaia di fans e curiosi è stato inaugurato un monumento in onore del padre del celebre artista e degli altri caduti in guerra, una stele in marmo, nel Fosso del Buon Riposo, ai cui piedi Waters ha deposto una ghirlanda e un biglietto con su scritto “Ashes and diamonds, Foe and friend, We were all equal in the end” tratto dal brano Two suns in the sunset“.

La cerimonia è poi proseguita ad Anzio, dove il Sindaco della cittadina laziale ha concesso a Roger Waters la Cittadinanza Onoraria, con profonda gratitudine.

Molta commozione,  in quegli attimi di assordante silenzio della memoria di un uomo, che finalmente ha trovato un po’ di quiete.

Per maggiori informazioni in merito alla manifestazioni:
http://www.watersaprilia.it/

 

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