Bentornati ROCKY HORROR. La band pugliese sforna “Un salto nel buio” con inediti ricchi di collaborazioni interessanti. Li avevamo già “assaggiati” con il singolo “Siamo noi” in cui faceva l’invasione di campo la splendida Kelly Rey di Playboy Italia. Ma il disco è ben altra storia. Questo è un disco ROCK in cui la melodia spunta la presenza e il taglio personale di featuring come quella di Andy Macfarlane danno un piglio personale ad ogni brano che quasi sembra avere carattere a se. Brani come “Guarda nei miei occhi” o “Social Karma” ci restituiscono multicolori e personalità quasi distanti dal solito muro di distorsione rock. Per quanto il substrato che regge il tutto, l’anima dei Rocky, è inevitabilmente riconoscibile ovunque, soprattutto ora che l’organico si è ristrutturato accogliendo anche l’elettronica e i campionamenti di Dj Blast. Un disco da ascoltare a volume lanciato.

Bentornati Rocky Horror. Bentornati con “Un salto nel buio” (Irma Records / Self Distribuzione), il vostro nuovo disco. Il terzo, sbaglio Justice?
Esatto! Ed anche questa volta a livello di collaborazioni non ci siamo fatti mancare nulla: Lord Madness, membri delle band di Alborosie, Brunori Sas, e poi ancora componenti di Lacuna Coil, Meganoidi, Death SS, Strana Officina, Cadaveria, Opera IX, Terroni Uniti, Bisca, Fratelli di Soledad, The Hormonauts, Blastema, Chop Chop Band and more…

Metto in play questo l.p. ed il precedente (Sciogli il tempo – Protosound Records / Edel – 2015, ndr) e vi dico la mia: suono più compatto, meno “grezzo”, meno “americano”, sonorità che vanno verso un sound internazionale. Insomma è come se questi nuovi pezzi possano essere tanto inglesi, quanto italiani o tedeschi. Ho questa impressione… voi che mi dite?
Concordo! Il merito credo sia anche da attribuire alla grande esperienza accumulata grazie al side project Pino Scotto & Rocky Horror. A mio parere il brano che meglio rappresenta ciò che dici è il singolo “Siamo noi”, anche per via delle partecipazioni di Esa (OTR / Gente Guasta) ed Ettore Carloni (RHumornero).

… canzone che è anche un videoclip con protagonista la playmate di Playboy Kelly Rey! Giusto?
Vero!

Guardando al passato eravate decisamente “figli della provincia italiana”. Anche qui parlo seguendo le mie impressioni. Secondo voi? Che fine ha fatto quel certo mood omaggiante le Posse?
Più che altro eravamo “figli del nostro tempo”! Quindici anni fa, ai nostri esordi, il Crossover / Nu Metal iniziava a prendere piede in Italia, il nostro approccio al tutto era più “Punk” e le Posse erano molto più vicine a noi come contenuti rispetto a tanti altri generi.

A riguardo: che fine ha fatto o che cosa è diventato oggi quel movimento?
Si è trasformato nella scena Rap italiana, perlomeno quella più “hardcore”… è stato indubbiamente una fucina di grandi “poeti di strada”!

Mi incuriosisce molto questa copertina, che a tutto mi fa pensare tranne che ad un album di Rock. Così, di primo acchito, penserei ad un cantautore estivo… e voi mi risponderete che anche gli album dei Led Zeppelin avevano copertine fuori tema… o no?
L’artwork, così come la scelta del titolo, per noi devono rispecchiare i contenuti del full-lenght e lo spirito con cui questo è stato composto: basta vedere la nostra discografia per capire che ogni cover fotografa uno stato d’animo vero, reale… ed a mio parere non c’è niente più “Rock” di questo!

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