Gruppo: Rockin4

Disco: My way home

Anno: 2013

Genere: Hard rock/Street

Un disco che mantiene quello che promette. Ossia divertimento, rock e sudore. Nelle note della prima prova ufficiale dei Rockin4 si sentono l’odore del deserto e i riff dei Lynyrd Skynyrd. Il cd apre subito sgomberando il campo da fraintendimenti. L’intro di armonica di Max e chitarra di Axe Blake, porta subito l’ascoltatore nel posto giusto. Una baracca sul ciglio di una strada polverosa, un dondolo che cigola e i grilli che friniscono. In casa, rigorosamente di legno, la radio che trasmette My way home. Le radici del sound dei quattro vercellesi, Axe Blake, voce/chitarra, Paolo Castelli “Paul Glam”, chitarra, Marco Bianco “Stillcrazy”, basso, Steve Bucci, batteria, affondano nel rock e nell’hard rock dei classici, ma non per questo risulta già sentito. I Rockin4 raccolgono il testimone delle grandi band degli anni ’80 e lo portano nel 2013. Atmosfere southern si respirano anche in Lfmc. Ottimo il lavoro di cori e arrangiamenti che rendono il brano arioso e godibile. Richiami Aor nei refrain e armonie sleazy accompagnano un brano comunque ruvido e “sudato”. L’apice adrenalinico la band lo raggiunge sull’omonima canzone. Rockin4 è un pezzo veloce, divertente e caldo. Dal cantato ai cori, dalle ritmiche all’a solo, non mancherà di farsi ricordare. Chiudono il cd l’unica cover inserita, Highway to hell, e Froggin’ frog dove ritorna l’armonica di Max.

Un disco ben prodotto, buoni suoni e buon missaggio da parte dei Seller house studios di Santhià. La band si muove a proprio agio tra coordinate che ben conosce. Pochi fronzoli e brani diretti. Nota per la sezione ritmica che sostiene incessantemente il groove complessivo dell’lp. Un buon punto di partenza per i piemontesi che denota capacità di songwriting originale e coinvolgente. Come molti debutti in diversi punti un disco volutamente derivativo. Un peccato veniale perdonabile trattandosi della prima prova. 

Comments

comments