Forse uno dei rocker italiani più sinceri, veraci e sicuramente più dotato di carattere e storia. Il vero rock, non quello tinto di main stream commerciale, quello che attinge alle route americane, quello che sa di Springsteen e quello che sa di Italia. Il Rock di Massimo Priviero sta alle soglie dei 30 anni di vita. Fresco fresco di pubblicazione questo nuovo disco dal titolo “All’Italia” in cui, a parte il singolo di lancio di cui pubblichiamo il video, devo dire che il grande rock un poco si mette da parte e lascia spazio ad un suono più acustico, a tratti irlandese…ma sempre ricco di grande carattere e forza. Un felice ritorno in scena che noi celebriamo in prima linea:

Il 15 Ottobre all’Alcatraz di Milano. Partiamo da qui: torna il grande rock di Massimo Priviero? Che concerto sarà?
Sarà un concerto spero speciale ma certamente particolare. Con una prima parte molto acustica e in linea con “All’Italia”. Molto scarna, chitarra voce e armonica. Poi ci sarà una seconda parte elettrica tipo assalto a Fort Apache invece, giusto per capirci. Spero che si riesca a creare la stessa forza e lo stesso impatto emotivo accaduto in altre occasioni. Compreso l’ultimo Alcatraz di un paio d’anni fa.

E restando sulle tematiche rock: ho proprio forte l’impressione che questo disco, paradossalmente, sia il disco più rock che tu abbia mai fatto. Nell’anima è davvero rock…
Un abbraccio. Hai capito perfettamente. È proprio questa la peculiarità del disco. Essere intimamente e profondamente rock senza usare una chitarra elettrica. Ma non c’è un cambio di rotta. Ho scritto delle canzoni che volevano essere soprattutto storie. Con dei protagonisti che io fotografo restandomene in un angolo. Per fare questo basta una chitarra, una voce e un’armonica nel mio caso. Il resto sarebbe stato invasivo rispetto alle canzoni e alle emozioni forti che ho cercato di fissare. Le canzoni ti dettano dentro il modo migliore in cui ti chiedono come esser vestite. E qui andavano vestite molto poco.

E tu che in quasi 30 di carriera, l’America non l’hai solo sognata…tutt’altro…eppure sei rimasto Italiano!!! Una bandiera per tanti di noi che emigrano altrove…
Io sono profondamente italiano. Scrivo, mangio, suono, sogno da italiano. E anche il resto su cui non mi dilungherei! Poi sei anche cittadino del mondo e magari sei pure un veneto trapiantato a Milano come è il mio caso. Il fatto che i miei riferimenti musicali non siano mai stati italiani non cambia questa cosa fondamentale che è invece anche un fatto comune della nostra migliore musica d’autore. Tutti i protagonisti di questo album però sono e rimangono italiani e anzi se ci pensi lo diventano ancora di più quando se ne vanno.

Come si vive da cantautore, da rocker, da artista in questa Italia che canti?
Si vive male se si crede di poterlo fare in modo che chiameresti normale. Il nostro è un paese che può essere meraviglioso ma che più facilmente ti ammazza tante volte. Puoi vivere meglio se decidi di seguire la tua strada avendone la forza necessaria. Resta che la qualità della tua vita è soprattutto un fatto individuale e che dunque dipende da te. Io ho seguito il sogno che avevo a vent’anni e l’ho trasformato nel mio lavoro. Che va avanti da quasi trent’anni. Ho vissuto alti e bassi, sono caduto e mi sono rialzato. Ho fallito tante volte. Ho sbagliato. Tuttavia per buona parte quel che ho fatto e che faccio è dipeso e dipende dalle mie forze. Domani cadrò ancora. E cercherò ancora forza per rialzarmi.

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