Fantasia Pura Italiana

FANTASIA PURA ITALIANA

Buffoni Pecore e Re (VRec, 2016)

Recensione a cura di Freddy M.

Una vecchia canzoncina italiana che imperversava nella televisione e nelle radio di mamma RAI diceva una cosa simile a “Sarà capitato anche a voi…”. Ecco io vi dico: sarà capitato anche a voi di aver snobbato un cd, di averlo messo in un angolo, rimandandone l’ascolto a data da destinarsi. Non per un vero motivo, ma così, perché non vi ispirava.
Ebbene a me è successo con questi Fantasia Pura Italiana, band toscana che da sei/sette anni alimentano un rock poliedrico con innesti di canzone teatrale, dove tutto diventa ironia, irriverenza e risate amare.

Poi prendo questo piccolo cd cartonato, dalla copertina fastidiosamente indie, peraltro con sole cinque canzoni, e lo inserisco nello stereo. E cosa succede? Che non ne esce più. Ascolti su ascolti che rosolano le melodie di “Buffoni pecore e re”, “La regola più antica”, “Fette biscottate e rock’n’roll”, “La giungla” e la chiusura assurda di “Piripì”, in un mescolarsi di Goran Bregović ubriaco, Paolo Conte fatto di viagra e gli Skiantos in preda ai fumi allucinogeni di una cena a base di peperoni radioattivi.

Chi li ha visti in concerto, dice che hanno il peperoncino nel sedere. Sembra tutto finito, ma poi leggo la biografia che dice: “Nel 2014 la band si aggiudica il titolo di “Best Arezzo Wave Band Toscana 2014” e vince il Concorso “Indie Time” del “Marea Festival” di Fucecchio.
Dopo un’intensa attività live caratterizzata da più di 100 date in giro per lo Stivale su prestigiosi palchi come “Arezzo Wave”, “Marea Festival”, “Aspettando Metarock”, “MusicaW Festival”, “Frogstock Festival” e bla bla bla”.

Ma allora questi ci sanno fare. E il cretino sono io che dovevo ascoltarli prima.

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