Un duo che arriva al suo esordio con un lavoro davvero molto interessante. “Biancalancia”, opera prima per Stefano Resta e Vincenzo Vescera, opera prima per i RaestaVinvÈ. Disco che ha come fulcro la donna ma anche la simbologia della vita quotidiana, l’emancipazione e un rock nelle sue derive più delicate e dentro una forma canzone che cerca la sua strada, la sua identità, il suo carattere. E ci riesce amici di 100Decibel. Dunque facciamo a cazzotti con quella magra sensazione di non saper bene come orientarci dentro un ascolto che all’indie pop deve comunque molto ma che molto altro ancora deve alla sua capacità di fare cose nuove.

Noi parliamo sempre di Rock ma riferendoci quasi esclusivamente al modo che si ha di pensare e di stare nella musica. Dunque vi chiedo: quanto rock c’è dentro “Biancalancia”? 

Direi che c’è un buon sessanta percento, forse qualcosina in più. Il resto è pop, ed elettropop. Se penso a brani quali “Samurai” o “Roma non conosci le chiavi” o “Senza cuore”, “Verdiana ” e “Non sono nato ieri” direi che l’album ha fortemente risentito dei nostri ascolti alternative rock. Di rock c’è l’immediatezza della scrittura, l’energia della batteria e delle chitarre elettriche, la rabbia racchiusa nei riff e nei ritornelli. Suonando l’album live ci siamo ancora più resi conto di quanto noisy sia. Ha molta energia da controllare e quella credo sia di matrice Rock.

Ed il rock diviene ruvido dentro questo nuovo singolo “Verdiana”. Una viscosità molto figlia dell’underground italiano anni ’90. Posso chiedervi perché questa direzione?

“Verdiana” nasce dopo una lunga gestazione in cui è passata dall’Underground anni ’90 (a cui ci fa tanto piacere di essere accostati), al folk-rock alla “Hey Jude”. A metà del percorso ci siamo fermati ed abbiamo ricominciato. Siamo andati all’essenza del pezzo. Ruvido e sinuoso. Forse abbiamo pensato ai moderni esponenti dell’ambient pop, slowcore e indie rock.

Che poi se non erro, forse è l’unico brano che corre in questa direzione o sbaglio? 

Non sbagli. Forse qualche idea simile è racchiusa in “Roma non conosci le chiavi” ed in “Biancalancia”. Diciamo che più è andata avanti la lavorazione dell’album più siamo riusciti a far uscire i suoni a cui più siamo affezionati per una questione anche anagrafica.

In radio spesso avete detto di non aver molto investito sulla vostra immagine. Lo fate soltanto ora con il video di questo brano. Perché proprio ora e perché con questo singolo? 

Biancalancia è fuori da qualche mese, ma il progetto RaestaVinvÈ ha quasi due anni. Ci siamo sentiti pronti a metterci la faccia, a presentarci. E a mostrarci per quello che facciamo e che siamo sul palco, che piaccia o no. Nei precedenti video non ne abbiamo sentito la necessità anche perchè era lontano ancora il mondo dei concerti. Adesso lo spettacolo c’è, la band pure. Attendiamo solo inviti per far conoscere Biancalancia e i RaestaVinvÈ in giro per l’italia e non solo.

State già pensando ad un secondo disco?

È nelle intenzioni, si. Le canzoni le abbiamo, la voglia anche. Difficilmente sarà un nuovo “Biancalancia”. Adesso però attendiamo anche di capire la risposta della gente.

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