Il sint-pop che ormai spopola nella scena indie si configura anche in questa bellissima forma canzone che i Radiolondra pubblicano nel loro nuovissimo disco dal titolo “Slurp” per MM2 Records. Dunque il pop dell’underground ormai è musica digitale che sfoglia grandi pagine della canzone mainstream dei primi anni ’90. E questo cocktail vincente sdoganato da più parti (The Giornalisti tanto per dirne una) oggi assume forme e colori paralleli. Con “Slurp” i Radiolondra portano a casa un risultato che da quel cliché prende vita e personalità senza dover troppo pagare pegno e debito d’autore. Brani come “Siamo in onda” segnano un passo e una svolta che raramente si ascolta in queste produzioni di ultimissima generazione. Intanto è proprio storia di poche ora la pubblicazione del nuovo video cel singolo “Camilla”.

“Slurp” come voglia di goderselo a fondo?
Sì, esattamente… abbiamo la speranza che chi ascolta il disco possa goderselo come quella mosca che si posa, trionfante, sul cono gelato.

Pop digitale. Ormai i dischi non si suonano più o sbaglio?
Si suona ciò che si ritiene necessario suonare per veicolare quel significato o sentimento che vuoi imprimere sul disco. Non pensiamo che il problema sia suonare tutto o non suonare niente, ma se quello che ascolti ti trasmette qualcosa e se quel qualcosa ti serve a qualcosa. In questo caso, hai raggiunto il tuo obiettivo, che è semplicemente fare qualcosa di bello, in fondo.

A quanto ascolto sembra che non siano importanti le apparenze, come non sono importanti le grazie di Camilla o il tempo perso a farsi problemi stupidi. Un disco che incita alla vita, quella vera o sbaglio?
Non sbagli, il disco ti dice di buttarti nella mischia, di provarci, di non stare alla finestra a guardare la pioggia, ma di uscire di casa e bagnarti piuttosto, lasciando perdere l’ombrello, e di vedere se in tutto questo casino c’è qualcosa per te. E te lo dice alla maniera RadioLondra, quindi con un po’ di nostalgia e di malinconia, che non vogliamo censurare, anzi la vogliamo usare per scrivere belle canzoni.

Ma quindi è un lavoro “anti-social”?
No al contrario, è un lavoro veramente social, perché in ogni canzone viene fuori un rapporto, un legame. E come dicevamo sopra, ti dice di provarci a vivere, a vedere quello che succede.

“Slurp” scappa dal conformismo o ne cavalca l’onda?
Non saprei, quello che sappiamo è che ci rappresenta, e crediamo che l’unico modo per essere originali sia essere se stessi, quindi siamo certi che non sia un disco conformista. D’altro canto, ci piace giocare con le carte che in quel momento sono sul tavolo.

https://www.youtube.com/watch?v=0s2gMpcbZXM

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