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di Luca Secondino.

E’ uscito oggi, il 26 maggio, per Cosmasola Edizioni Musicali, l’ultimo lavoro dei Radiodervish: Cafè Jerusalem. Sono 9 tracce legate tra loro a doppio filo, da cui emerge la spiccata sensibilità per etnie diverse e diverse culture.
Se chiudete gli occhi, vi sembrerà di essere realmente in un caffè a Gerusalemme, in cui vedrete passare “Nura” sovrappensiero, innamorata, o assistere insieme a lei all’esibizione di “Hakawati” il cantastorie

Cafè Jerusalem è un disco a tratti duro, registrato senza sovraincisioni tanto da renderlo più simile possibile alle vere performance dal vivo in quelle terre, ma è anche un album di speranza per i sentimenti dei protagonisti anche se non sono esplicitamente narrati. Si tratta di pop europeo che incontra liriche mediorientali, oppure che si lascia conquistare da strumenti mediorientali, come l’oud irepara nella breve “Introduzione Promenade” e “Promenade”.

Si potrebbe definire questo disco un concept album sulle vite che si incrociano nei caffè di Gerusalemme, con i suoni, gli aromi delle spezie e un pessimismo di fondo che possiamo capire a fondo soltanto recandoci sul posto. Dalla dolcezza di “Musrara”, passando per la ballata dagli echi di Battiato “jaffa Gate, fino ad arrivare al ritmo incalzante di “Out of Time”, la chiusura del disco in stile occidentale, possiamo comunque essere molto vicini a quelle atmosfere. Anzi, possiamo proprio sentircene parte. Basta chiudere gli occhi.

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