Marky Ramone

Il raffinato XRoads di Via Braccianese, locale noto anche per l’ottima acustica, accoglie stasera un pubblico numeroso fatto di teenagers appena avvicinati al neo punk, e dei punk anni 80, quelli, compresa la sottoscritta, che il movimento lo hanno vissuto dagli esordi; é un risultato straordinario quello che affolla stasera il XRoads.

Senza gruppi di apertura, assoluto padrone della scena, Marky Ramone con i suoi Blitzkrieg arriva qui per noi dalla Serbia, impegnato come é in un lunghissimo fitto tour partito il 3 maggio dalla sua natia New York, con l’ultima data di Glasgow in calendario per fine ottobre.

Marky Ramone

L’attesa é grande, la tensione forte, e sono le 23.30 quando le star arrivano sul palco. L’impatto del primo grido “Rock rock!!” é devastante, nella migliore tradizione punk. C’é tutto, proprio il servizio completo, quello per cui siamo accorsi qui: riff semplici, muri, tempi dritti, vocalità rozza e strappata, grandissima energia e batteria intensa in perenne doppia cassa, i tipici pezzi fitti e brevissimi, e… tonnellate di surf. C’è tutto per una serata memorabile con l’organizzazione di Rock’n’roll Eventi che ha voluto a Roma il celeberrimo batterista dei Ramones, quel Marky entrato nella Rock’n’roll Hall of Fame per essere appartenuto al gruppo punk USA più famoso del pianeta.
Do you wanna dance, il modo dei Ramones di cantar d’amore, é la bandiera del genere. Brani serviti uno dietro l’altro senza pause, senza respiro. “One Two Three Four!” e si riparte immediatamente con la voce e la grande presenza in scena di Andrew W.K., il vocalist USA che Marky ha scelto per riportare in tour dal vivo il ‘suo’ punk, Andrew in t-shirt chiara e jeans che si appropria del centro palco, circondato dai Blitzkrieg al basso e ritmica, con alle spalle il maestro Marky, lunghe chiome nere e look spettacolare.

Tempo di I don’t care! L’essenza nichilista del messaggio punk, poi ci piomba addosso Sheena is a punk rocker, due minuti abbondanti di devasto che strappano acclamazioni senza fine, e Marky alla batteria macina ritmi su ritmi senza una sbavatura, solido come una roccia, ossatura dei suoi Blitzkrieg al basso e chitarra ritmica.

I HATE YOU, ci grida Andrew!! I don’t want you, I don’t care!! 1 2 3 4 e riattacca un secondo dopo con basso e potenti distorsioni mentre quattro ragazzi del pubblico salgono su un tavolo e si abbracciano tra loro.

Marky Ramone

Tempo dell’assolo di Marky che lancia Rock’n’roll high school!!! Emozione grandissima tra mani levate ad acclamazioni mentre tutti cantano Fun Fun nei bridge! Oh oh I love you so! e Andrew invita uno dopo l’altro i ragazzi del pubblico per un attimo ciascuno a restare sul palco abbracciati a lui mentre canta She’s the One, poi passa a Judy is a punk rocker, e i giovani punk che sono qui oggi saranno forse più curati, puliti e pettinati di quelli che ricordiamo ai nostri tempi, nei primissimi anni ottanta, ma l’energia e lo spirito del tempo stasera sono tutti qui, intatti e freschi come se non fosse passato un giorno da allora. Trentadue brani famosissimi macinati uno dietro l’altro senza tirare il fiato, tranne Pet Sematary che viene invece annunciata in voce da Andrew durante una delle poche brevissime pause, ed il brano scritto per l’omonimo libro/film di Steven King raccoglie urla e scatena davvero tutti. Si balla senza sosta in sala fino al fatidico Gabba gabba hey! La band esce tra le urla di richiamo a mezzanotte e venti, dopo un’ora compatta e fitta di musica senza tregua, ma rientra al ritmo martellante di Rock’n’roll radio e I just want to have something to do.

I don’t Wanna grow up ci strappa un pensiero volante sul fatto che Marky è l’unico Ramone che è invece riuscito a raggiungere la sua ‘certa’ età, e con l’energia di un ragazzo. Il gruppo sfila fuori di nuovo a mezzanotte e mezzo, e rientra dopo tre minuti. Andrew prende la parola e finalmente ci spiega perché il gruppo ci ha fatto attendere il suo arrivo, e lo fa cantando, giustamente, il pezzo I can’t make it on Time; a loro modo i rockers si scusano con questo regalo ai fans per essere arrivati così tardi oggi, attaccando subito dopo e continuando con una travolgente What a wonderful World per chiudere il set di ben 32 pezzi con Hey Ho! Let’s Go. Come in un sogno, da sotto il palco, vedo un inarrestabile Andrew che balla la giga come un irlandese; mezzanotte e cinquanta. Le luci si spengono. Ancora sono qui, Marky, Andrew, i Blitzkrieg, eppure ci mancano già.

Ringraziamo la band, Rock’n’roll Eventi ed il XRoads per averci cordialmente ospitati.

Per saperne di più:
http://www.crossroadsliveclub.com/
http://www.markyramone.com/
https://www.facebook.com/pages/Rock-NRoll-Eventi/289854914456642

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