Lo scorso 25 settembre all’ Asino che Vola abbiamo incontrato i Pulp Dogs. Il gruppo di Vince Pastano (chitarrista di Vasco Rossi e Luca Carboni) e Antonello D’Urso (chitarra di Luca Carboni e Battiato e Alice).

Prima del concerto, abbiamo fatto due chiacchiere con loro e ci siamo fatti spiegare chi sono i Pulp Dogs e cosa fanno.

 

D: Sulla vostra biografia scrivete che eseguite una “rivisitazione in stile Pulp” delle colonne sonore di Tarantino e Rodriguez. Il genere Pulp è noto nella cinematografia. Ma si può parlare di genere Pulp anche nella Musica?

VINCE: Non esiste un genere Pulp in musica. Esiste la Surf Music, il Surf Rock e derivati. Pulp non è un genere. Tarantino, utilizzando alcuni pezzi come colonne sonore dei suoi film, è stato talmente esplosivo da creare uno stile. Ma il Pulp ha a che fare con la cinematografia.

D: E’ stato un particolare film di Tarantino ad ispirarvi? Se si quale?

ANTONELLO: Il nome viene da “Pulp Fiction” e “Reservoir Dogs” (Le Iene). Quindi Tarantino ha una forte influenza. E’ stata l’ispirazione. Alcune colonne sonore hanno un filo blues Tex- Mex che noi comunque già suonavamo. Abbiamo iniziato nel 2005, con noi alle voci. Poi ci siamo resi conto che non era il caso e abbiamo chiamato un cantante.

VINCE: Comunque quando abbiamo iniziato non ci limitavamo a riproporre le colonne sonore. L’idea era quella di prendere altre cover e portarle verso queste sonorità. Poi volontariamente o no, abbiamo messo anche una vena Latin. A parte i brani di Tarantino che suoniamo quasi allo stesso modo. Altri brani invece li portiamo verso la “Tarantino maniera”, altri invece altrove. Sperimentiamo. Perché comunque vogliamo per prima cosa divertirci.

D: Qual è la risposta del pubblico ai vostri concerti, visto il genere particolare che suonate?

VINCE: La risposta del pubblico è positiva. All’inizio non capisce cosa vogliamo fare, ma dopo 2/3 brani si fa coinvolgere totalmente. Suoniamo brani che si sentono poco in giro, a parte quando guardi il film. Però il pubblico è coinvolto perché il brano riporta alla mente le atmosfere del film. Magari alcuni brani senza il film non avrebbero avuto tutto questo successo.

D: L’album “Lu Cunnannatu” ha brani nel dialetto jonico-salentino. Come mai questa scelta di rimanere legati alle proprie origini?

ANTONELLO: E’ nato tutto da una collaborazione con un maestro di canzoni popolari pugliese. Abbiamo fatto un concerto in collaborazione con il coro di questo maestro, era una selezione di canzoni di fine ‘800. Abbiamo deciso di rivisitarle nel nostro stile, uno stile western. Poi dopo è nata l’idea dell’album.

VINCE: Nella registrazione abbiamo coinvolto il maestro e la figlia. Non tutto il coro, perché era difficile logisticamente portarlo a Bologna, in quanto formato da persone che fanno tutt’altro lavoro nella vita. Siamo partiti dagli arrangiamenti del maestro ed è venuto fuori il nostro album.

D: Avete mai pensato che uno dei vostri brani potesse diventare la colonna sonora di un film Pulp?

ANTONELLO: L’idea del primo disco era proprio quella. Ma non ci siamo mai messi a scrivere una canzone in particolare, dicendo: “questa è adatta ad un film”. Alla fine il genere è quello e tutte potrebbero essere una colonna sonora.

D: Progetti futuri?

VINCE: Per il futuro qualcosa c’è. Noi ce la prendiamo sempre con comodo. Facciamo un disco ogni 4/5 anni (ride). Sicuramente stiamo sperimentando qualcosa di nuovo, nuove sonorità, per non rimanere troppo legati a questo genere e rischiare di ripeterci.

Qui le foto del concerto. Esibizione anticipata dalla presentazione del libro il “Decalogo di Vasco” del regista Fabio Masi, che è stato intervistato da Sonia Berto, la quale si è occupata dell’organizzazione della serata. Fabio ci ha raccontato la sua esperienza con Vasco, ed è stato proiettato in sala uno stralcio del video registrato alla festa del Cinema di Venezia in occasione della presentazione del documentario sul Blasco.

Il concerto come anticipato da Vince e Antonello è stato molto coinvolgente, una vera festa in stile Pulp. Da segnalare anche la presenza di uno scatenato ballerino invitato sul palco per mostrare le sue doti.

Una nota positiva che per DJ RDO che ci ha fatto ballare prima e dopo il concerto del Pulp Dogs con la sua musica. Dj set anni 90/2000

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