Venerdì 17 aprile il Blackout, una delle più note ed attive realtà del panorama musicale romano, ha ospitato la serata di presentazione di Protestantesima, il nuovo album del cantautore Umberto Maria Giardini uscito il 4 febbraio 2015 per La Tempesta Dischi.

Il progetto attuale del cantautore nasce nel 2012, dopo una carriera decennale sotto lo pseudonimo Moltheni, e conta all’attivo l’album La dieta dell’imperatrice e l’EP Ognuno di noi è un po’ anticristo.

Terzo lavoro, dunque, con il nome di Umberto Maria Giardini che però non dimentica le sue origini. Tant’è che il concerto si apre con Suprema,  una canzone dell’esperienza Moltheni e tratta dall’album Splendore Terrore. Un bel benvenuto per i tanti fan che seguono la carriera dell’artista fin dall’inizio.

Poi si torna ai giorni nostri e il cantautore ci propone Urania, un brano tratto dal nuovo album. Il concerto non si sofferma, però, solamente su Protestantesima e infatti immediatamente dopo vengono proposti Omega e Tutto è Anticristo, due pezzi tratti dall’EP Ognuno di noi è un po’ anticristo, prodotto dalla Woodworm.

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Tutto il concerto è un viaggio nel nuovo album, con momenti più intimi come per il brano Sibilla in cui Umberto Maria Giardini imbraccia la chitarra acustica e l’atmosfera si fa ancora più profonda; ma all’interno del viaggio ci si concede dei momenti per soffermarsi sul passato e guardarsi un po’ indietro come Zenith o Educazione all’inverso tratti dalla vecchia esperienza Moltheni o i brani storici dell’autore come Anni luce, Quasi Nirvana e Il trionfo dei tuoi occhi da La dieta dell’imperatrice.

Molte le cose che colpiscono di questo concerto. Prima di tutto l’atmosfera estremamente raccolta, fatta di tempi, in cui anche i silenzi dicono qualcosa, come un poeta che declama le sue poesie e sa che le emozioni stanno anche nelle pause. E in effetti poco si discosta dalla figura del poeta, visti i suoi testi evocativi e sinestetici, in cui i suoni e le parole diventano emozioni, immagini, odori e sapori.

Atmosfere che cambiano da un brano all’altro, tant’è che uno dei musicisti suona alternativamente basso e piano (in un momento anche contemporaneamente). Musicisti preparati quelli che lo accompagnano – Michele Zanni (basso e tastiere), Marco Marzo Maracas (chitarra) e Giulio Martinelli (batteria) – che (giustamente) il cantautore vuole presentare.

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Un  nuovo album che alterna brani dal sound delicato ad altri grintosi ed energici, ma tutti estremamente autentici; che richiama il passato e allo stesso tempo ne fa una sintesi, riuscendo in questo modo a non dimenticare da dove si viene e a superarsi con un lavoro ancora più deciso in termini di identità e di sonorità. Un concerto che ha fatto ricordare ai fan presenti chi fosse Umberto Maria Giardini, ma anche e soprattutto chi è e dove sta andando.

Si ringrazia il Blackout e il management per la cortese ospitalità.

Scaletta dei brani:
Suprema
Urania
Omega
Tutto è anticristo
Amare male
C’è chi ottiene e chi pretende
Zenith
Protestantesima
Anni luce
Molteplici e riflessi
Il vaso di Pandora
Sibilla
Pregando gli alberi in un ottobre da non dimenticare
Quasi Nirvana
Il trionfo dei tuoi occhi
Educazione all’inverso

Encore:
Saga
Pregando gli alberi in un ottobre da non dimenticare

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