“Ancora Ridi” è l’ultimo album della band romana ruvida ed intensissima de Il Muro del Canto che è stato presentato integralmente al Circolo degli Artisti  lo scorso venerdì 8 novembre 2013. Folk, rock ed elementi di musica popolare, qualche concessione allo ska, molta, molta trasgressione, tipica delle loro tematiche fortemente ribelli nei confronti di tutto ciò che è in un certo modo “istituzionale”. Parliamo di una band molto attiva ed amata dal pubblico romano e non solo. Tanti giovani che hanno potuto così riscoprire un po’ la musica popolare romana, nelle sue sfaccettature più intime, terrene e proletarie, rispolverate nei brani intensi, a momenti sofferenti de Il Muro del Canto, in motivi come “Luce Mia”, “L’Amore e venire na spina”, “Peste e Corna” o “Il Canto degli Affamati

La voce di Danilo Coccia, rugosa, greve, pressoché gutturale, si sposa in una maniera encomiabile con l’intensità dei brani, duri in ogni loro aspetto. Tanta gente a vederli al Circolo, entusiasti per la loro trascinante performance. Il live è stato diviso in due parti. La prima parte ha esposto totalmente tutti i brani dell’ultimo album, mentre la seconda parte è stata dedicata ai brani più vecchi di questo gruppo. Tra le canzoni proposte nel recente album, sicuramente “Il canto degli Affamati”, brano che lancia l’intero album, è sicuramente il più bello, caratterizzato da un esaltante ritornello strumentale ricorda una Roma che non c’è più. Così come l’omaggio al grande Stefano Rosso, immenso cantautore romano, dimenticato troppo in fretta, ma non assolutamente da quelli che di musica  ne capiscono per davvero. Il Muro del Canto ha inserito nel disco il brano ” E Intanto er sole se nasconne“, pezzo che Stefano Rosso compose nel 1978. Altro motivo molto interessante di certo è “Peste e Corna” dove il folk tipico della loro composizione musicale si fonde a tratti con un ritmo caratteristico della musica ska. Viene presentato anche “Palazzinari” sempre dall’ ultimo album, altro pezzo che si richiama molto la tradizione romana dei cantastorie, con poesie raccontate senza cantare ma parlando sopra una melodia alla maniera che fu anche di Franco Califano.

Alessandro Pieravanti (seconda voce de Il Muro del Canto oltre che timpanista e percussionista) racconta con una schiettezza tutta tipica di questa città la rabbia che Il Muro del Canto contro la speculazione edilizia che da anni devasta Roma. A “Palazzinari” segue “L’Osteria dei Frati” seguendo sempre fedelmente l’ordine delle tracklist dell’album “Ancora Ridi”. La canzone è ispirata ad un canto popolare funebre pugliese, noto come “La storia del Povero Antonuccio“. Con il brano “Arrivederci Roma”(che non è la cover del celebre brano di Renato Rascel e Garinei e Giovannini, ma un pezzo originale del Muro del Canto) si chiude l’album “Ancora Ridi”, e viene annunciata la chiusura anche della prima parte del concerto da parte di Alessandro Pieravanti, che afferma che “tutto l’ultimo album è stato ufficialmente presentato al pubblico”, ma che “non sarà l’unica occasione per ascoltare dal vivo “Ancora Ridi” perché infatti Il Muro del Canto, martedì 12 novembre alla Libreria Feltrinelli di via Appia Nuova sarà ancora li a presentare le canzoni di “Ancora Ridi”, come lo sarà il 30 novembre al Nuovo Cinema Palazzo di San Lorenzo, in una grande festa insieme agli Assalti Frontali. Inizia la seconda parte, quella più attesa dai fan, quella con i grandi successi di questa band. Arrivano “Luce Mia”, “L’Amore e venire ‘na spina”, “La Terra è Bassa”, “Ridi Pajaccio” , “Cristo de Legno”. Un crescendo di emozioni e di intensità, tra il delirio del pubblico, che non aspettava altro che questi brani. C’è spazio anche per  “Chi Mistica Mastica”, molto trasgressivo e  provocatorio, dove la voce di Daniele Coccia si concede un po’ a quello scream in qualche tratto che lo caratterizza più nel suo altro progetto electro industrial dei Surgery. Il concerto scorre veloce e gradevole, fino agli ultimi attesissimi pezzi “Quanto Sete Brutti” (con il quale si chiudeva l’album “L’ammazzasette” del 2012 sempre per l’etichetta GoodFellas), quindi “L’Ammazzasette”, “Bevi Compagno Bevi”(rivisitazione del canto popolare anarchico molto in voga tra le brigate partigiane) ed il richiestissimo bis, a concludere de “Il Canto degli Affamati” sulle cui note si chiude, con soddisfazione del pubblico il concerto al Circolo degli Artisti.

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