Folk neoclassico e romanticismo si incarnano nella più incorporea delle muse stasera, la prima notte di giugno, al Fusolab 2.0 per l’organizzazione Plastic Passion, di scena Ataraxia preceduti da Fausto Leonetti & The Spells.
Gli ‘incantesimi’ di Fausto Leonetti si materializzano alle 23.30 con due tastiere, synth, ed una batteria governati da Fausto stesso, Noemi Cianca, Luca Benedetti. Due lunghe intro strumentali creano subito la magia, fatta di ritmi lenti, cadenzati, suoni rubati al Rinascimento, echi di flauti ed antiche ballate. Il sound si fa più moderno al quarto pezzo che ostenta finalmente bassi e la voce di Fausto che canta in inglese testi originali di sentimenti e amore. Noemi, bustino gotico e lunghissimi capelli biondi, é responsabile dei tappeti su cui si svolgono i lenti giri armonici, le fantasie ed i colori barocchi del synth. Entra al violoncello Irene Caraba, special guest del trio, ed é subito gusto di antica musica da camera del 700. Si aggiunge la voce di Daniela Tamborino per cupi vocals, un canto non cantato ben diverso dai canoni gothic che sentiamo di solito. Altra sorpresa: Fausto (già anche bassista dei romani Infieri) lascia tastiere e synth e passa ora al basso per una performance che vede lo strumento ritmico protagonista, come di rado succede. Magistrale.

Ataraxia é il termine filosofico greco per l’imperturbabilità, il controllo completo delle passioni. Passioni che invece arrivano subito all’attacco della densa agile voce di Francesca Nicoli che canta pezzi originali in italiano ma anche in lingue antiche, bacche di vischio tra i capelli biondi. Da sette anni il gruppo neoclassico/neofolk modenese attivo dal 1985 non si esibiva in Italia, e torna dopo una tournée in Asia. In formazione Francesca Nicoli – voce, flauti, percussioni, cimbali, Vittorio Vandelli – chitarre, Giovanni Pagliari – tastiere, sintetizzatori, pianoforte e voce, e Riccardo Spaggiari – percussioni. E proprio vocals, drum pad e percussioni convivono stasera con arpeggi di chitarra, ipnotici tappeti e cardiaci ritmi primordiali da danze della pioggia, sposati a melodie medievali ed armonie classiche di grande forza evocativa. Ora la voce di Francesca si fa cupa e vibrata, grave di semitoni sulle armonie barocche di tastiere e percussioni. Due pezzi nuovi, dal sound diverso, più moderno, ed il neoclassico si fa ballata.

Il lavoro  solista di Vittorio Vandelli é protagonista in questo pezzo in inglese. Qualche piccolo tributo che la colta voce di Francesca paga, dopo un’ora di canto, alle note basse che la mettono alla prova, ma è un attimo e tutto torna a regime nel tempo di un applauso. Ultimo brano della serata ritmatissimo, in crescendo, Uno sguardo finale a feticci di rame, cristalli e napoe sul palco, come gli acchiappasogni navajo, e siamo pronti per l’encore che arriva di volata per due brani con tastiere, chitarra e voce, più il flauto di Francesca. Dopo 20 album ed una lunghissima carriera, il viaggio per gli ‘artigiani del suono‘ continua.

Ringraziamo il Fusolab 2.0 e Plastc Passion per la gentile accoglienza.
Per saperne di più:
http://www.ataraxia.net
http://www.facebook.com/leonettimusic

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