Datemi una chitarra e vi solleverò il mondo“. Ecco come si presenta l’ospite che abbiamo intervistato oggi. Pino Bitetti il chitarrista “settantello” che ama Jimi Hendrix e butta un occhio al pop.

D: Pino Bitetti chitarrista, da dove nasce la tua passione per la chitarra?

Ciao. Beh è una passione che coltivo da sempre, mio papà strimpellava il pianoforte quindi delle note vaganti per casa ci sono sempre state. Mi appassionai alla chitarra all’età 11 anni e iniziai a prendere lezioni da un ragazzo più grande che suonava in chiesa. La chiesa fu la mia prima vera gavetta, dopo qualche mese sentii che il tipo di musica che avevo dentro usciva dai vinili rock e blues degli anni 60 – 70, dai Deep Purple ai Led Zeppelin, da Hendrix ai Cream.

D: “Datemi una chitarra e vi solleverò il mondo” questo è quello che leggiamo sulla tua pagina facebook. Una dichiarazione decisa che rafforza la tua passione per questo strumento. Allora Pino lo hai sollevato il mondo?

Domandone tosto questo eh?
È vero, mi presento così sulla mia pagina “musicale”: https://www.facebook.com/pages/Pino-Bitetti-LIVE-CLUB/56937604449?ref=hl naturalmente la frase prende spunto da una grande deduzione di  Archimede sintetizzata con: “datemi una leva e vi solleverò  il mondo”.
Adoro pensarla così, adoro pensare che se fai qualcosa con passione non ci possano essere limti. Quando sono con il mio strumento è come se insieme si creasse una sinergia. Io so come tirar fuori il meglio da lui e lui da me. Una sorta di estensione del braccio, vedi, oggi ci sono tante scuole, accademie e  tanti “chitarrai teorici”, hanno strumenti d’avanguardia e competenze tecniche superlative, ma poi? Suonano tutti allo stesso modo, tutti uguali, nessuno con un suono che si distingue, nessuno ha personalità. Io sono 20 anni che lavoro soprattutto sul suono. Sul far parlare quello strumento in base a cosa vuoi che lui dica. E devo dire che questo lavorare su ampli, chitarre e pedali, col tempo paga. Quindi il mondo, il mio mondo, credo di sollevarlo abbastanza pur sapendo che c’è sempre tanto ancora da sollevare, ogni giorno.

D:  Hai dei modelli a cui ti ispiri? Chi è il tuo chitarrista preferito?

Credo che ognuno, in ogni ambito, prenda come riferimento dei modelli o comunque qualcuno. C’è chi clona, chi scopiazza (la maggior parte) e chi partendo da uno o più modelli lavora su ciò che sente dentro. Per me è un concetto molto metafisico, il suono lo devi fare tuo, lo devi sentire. Io ho un suono  personale e riconoscibile, dicono, molto “settantello”. Non a caso i miei riferimenti son stati da sempre Jimi Hendrix, Deep purple, Led Zeppelin, Steve Ray Vaughan, Jeff Beck, Aerosmith, Guns’n’roses.

D:  Toglici una curiosità: quante chitarre hai e qual è la tua preferita?

Ogni tanto ne cambio una con un’altra a seconda delle esigenze, ma ce ne sono una decina che saranno sempre con me, soprattutto le storiche Fender e Gibson, di grande significato storico, quindi devo dire che non ne ho una preferita, ma una serie.

D: A fine settembre uscirà il tuo disco. Ci vuoi anticipare qualcosina?

Volentieri, in realtà per fine settembre avrò pronto il Master. E in questi giorni stiamo ragionando con la produzione il miglior modo per promuoverlo. Posso dirti che è un disco particolare. 11 pezzi di cui alcuni che avevo scritto da una ventina d’anni. Suoni rigorosamente anni 70 e suonati con strumenti rigorosamente degli anni 70. L’idea era di chiamarlo PINO E…BASTA!!!

D: Come mai questo titolo? Da dove nasce l’idea?

Avevo pensato di intitolarlo così, in quanto avrei cantato e suonato tutto io. Poi man mano ho deciso di far suonare il basso (in alcuni pezzi che stavo ultimando) a Riccardo Ginestra e la batteria a Matteo Santi, ottimi musicisti che ho scelto per la mia band. Ma sinceramente ancora non ho scelto quale sarà  il titolo definitivo,  probabilmente lo stravolgo ”Hand Made” , potrebbe essere, oppure ”Hand made with love”.

D:  Perché dovremmo comprare il tuo disco?

Ma non dovete comprarlo, dovete scaricarlooooooo… SCHERZOOOOOO
Io credo che i dischi vadano acquistati se piace un tipo di musica, una sorta di collezione dovuta alla cultura musicale che si segue, ma anche per stima verso un artista noto per le sue peculiarità. Inizialmente dovrebbe esserci fiducia e sensazione di qualcosa di interessante, poi c’è chi acquista un cd dopo un live o dopo aver saggiato qualcosa per radio o tv, e comunque credo ognuno per un suo motivo.

D:  Quando ti vedremo, o meglio, ti ascolteremo in un live?

Io sono spesso in live con altri porgetti sia inediti che di tributo o collaborazioni. Per quanto riguarda questo mio progetto personale direi presto! Una volta uscito il CD si monterà  lo spettacolo live e in accordo con il mio management usciremo live. Perchè  la verità è che io sono drogato di live.

D:  Progetti per il futuro?

Progetti si sempre tanti, bisognerebbe averne sempre, è la vera strada che non ti fa invecchiare mai.
Oltre al mio CD, quindi i miei live e promozione, sono arrangiatore e chitarrista per un giovane talento Giuseppe Balluzzo, con il quale sono impegnato in un bel progetto pop. Stiamo andando molto forti sia in live che in radio, un genere diverso dal mio standard ma che mi piace seguire. Il 14 presentiamo il suo CD e il 18 siamo live in finale al Cantagiro. Collaboro sempre con i musicisti di Ligabue, quindi porto avanti anche un tributo al rocker di Correggio proprio con il singolo in uscita in questi giorni pre Arena di Verona, inoltre sta prendendo vita un interessantissimo tributo alle voci Femminili del Rock.

D:  Un saluto per i nostri lettori…

Un abbraccio enorme a tutti colore i quali avranno voglia di seguirmi o avranno cmq avuto la pazienza di leggermi, Ciao!!!

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