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Foto gentilmente concessa da Pasquale Colosimo

Ci sono artisti che suscitano riverenza solo per il nome che portano, perché legati ad una carriera di lunga data… Patti Smith invece è una di quelle “persone” che ti sanno emozionare già solo con la loro presenza: anche non sapendo niente di lei non si può non rimanere colpiti dall’essenzialità della sua figura, dall’assenza totale di qualsiasi vanità femminile, dalla forza di un viso che non nasconde la sua età (69 anni) ma il cui sguardo è capace di scavarti in profondità.

Abbiamo avuto l’occasione di vederla dal vivo durante il concerto che ha tenuto a Roma all’interno del festival Eutropia, dove ha festeggiato i 40 anni dall’uscita del suo album “Horses”, suonandolo per intero.

Se già da solo questo disco è fortemente magnetico, dal vivo diventa magia, condito dall’espressività fisica di Patti Smith che, forse quasi inaspettatamente, ha movenze delicate e “dolci” durante l’esibizione. E’ così che emana una potenza travolgente: il suo alzare le mani al cielo e il battersi il petto all’altezza del cuore sono un continuo invito all’amore per la libertà. Da sottolineare una splendida interpretazione di Free money e le toccanti Break it up scritta e dedicata a Jim Morrison ed Elegie, scritta per  Jimi Hendrix, che per l’occasione diventa appunto un elogio a tutti quegli artisti che hanno dedicato con passione la loro vita all’arte, scandendo sul finale nomi e cognomi come quelli di Joey Ramone, Lou Reed, Pier Paolo Pasolini. Proprio a quest’ultimo, dopo aver finito Horses, la poetessa del rock dedica un’intensa Pissing in a river, per poi passare ad interpretare brani quali Beneath the southern cross e naturalmente Because the night, dove diventa impossibile restare fermi.

Per il bis una “stortissima” My generation degli Who, e fortunatamente la generazione di Patti Smith ha la pelle dura: il mondo deve ancora continuare ad essere affamato di artisti che come lei scelgono di condividere con gli altri il proprio dono, nello specifico il dono di saper parlare da cuore a cuore, da stomaco a stomaco, inneggiando alla libertà di essere sempre se stessi, e di non essere mai schiavi di niente e di nessuno. People have the power? Sembrerebbe che sia possibile.

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