La stella più luminosa di questa (e probabilmente non solo) edizione del Moon in June è stata certamente Patti Smith. Del resto non accade che un’artista venga possa fregiarsi dell’appellativo di “Sacerdotessa del Rock” senza esserselo guadagnato con una carriera straordinaria per produzione artistica e influenza culturale. L’artista di Chicago ha proposto alla Rocca Medievale di Castiglione del Lago “An evening of poetry and music” non in duo acustico (come annunciato), ma in quartetto, insieme al “fido” Tony Shanahan (al basso), al figlio Jackson Smith (alla chitarra) e alla figlia Jesse Paris Smith (al piano). Questo non però reso meno “intima” l’atmosfera della serata, con momenti di lettura che si sono alternati a quelli in cui la cantautrice, “sostituendosi” alla poetessa, ha eseguito alcuni dei grandi successi del proprio repertorio (come Grateful, Wing, Dancing Barefoot, Because The Night e People Have The Power) dimostrando ancora tutto il proprio coinvolgente carisma.

Rimandiamo al sito del Moon in June per le altre date della rassegna, in continua crescita, anno dopo anno, sia per numero degli appuntamenti che, se possibile, per rilevanza degli stessi.

Scaletta:
Grateful
My Blakean Year
Wing
Footnote To Howl
(Allen Ginsberg)
Here
(poesia – Claudio Barbieri)
Dancing Barefoot
Beneath The Southern Cross
Nine
One Too Many Mornings
Because The Night
Pissing In A River
Gloria
(Them)
Because The Night


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