Il Pan del Diavolo, il duo folk-rock formato da Gianluca Bartolo (chitarre, seconde voci) e Pietro Alessandro Alosi (voce, cassa, chitarra), fa tappa al Monk di Roma con una data del loro ultimo tour per il nuovo album Supereroi e portano sul palco una scaletta che regala un’ora e mezza abbondante di grinta e potenza.

Un gruppo che nei suoi live sa conciliare cuore ed energia ad un bel talento musicale, restituendo una serata che non concede sconti, per una band che sa darsi totalmente al suo pubblico.

Sì, perché se c’è una cosa che si nota subito quando inizia la musica è la grande genuinità e generosità artistica del duo che da subito spinge al massimo la performance, generando una potenza che investe e coinvolge.

Qualche tempo fa li avevamo incontrati per un’intervista e ci avevano raccontato l’ultimo album Supereroi, uscito il 17 febbraio e che ha visto partecipazioni importanti, una tra tutte quella di Piero Pelù che ha collaborato alla produzione del disco.

Il Supereroi Tour, dunque, approda a Roma e regala una data intensa e unica, che fa emergere chiari tutti gli elementi che rendono Il Pan del Diavolo una band ormai consolidata e matura e che sicuramente li inseriscono a pieno titolo tra i gruppi i cui live sanno dare quel qualcosa in più a chi li guarda.

Primo fra tutti la grande genuinità della loro musica, che si percepisce e arriva in ogni momento del concerto e che resta senza dubbio tra le loro qualità più affascinanti perché nonostante la carriera ormai decennale sanno arrivare diretti e potenti, in modo naturale e spontaneo.

A questa caratteristica si associa un fascino puramente vintage che colloca i loro concerti in una dimensione tra presente e passato, viste anche le sonorità folk-rock che però sanno lasciare spazio ad elementi blues.

Due elementi completano questa interessante ricetta musicale: il grande cuore che sanno mettere nella loro musica, che non gli permette di risparmiarsi e che li rende dei veri e propri “animali da palcoscenico” (nel senso più lusinghiero del termine); e la loro enorme potenza, che restituisce una grinta pazzesca, data dalla voce graffiante, dalla cassa battente e dalle chitarre che in alcuni brani sono entrambe acustiche, in altri una acustica e l’altra elettrica.

Grinta, cuore e sudore insieme a talento e genuinità: questo sa fare la differenza, che in un mondo (musicale, ma non solo) di gente che si chiude in personaggi e di sonorità tutte uguali non è cosa da sottovalutare affatto.

Sono queste le realtà da tenere d’occhio: quelle che non si adagiano mai, capaci di crescere di disco in disco e di donarsi sempre al 100% al proprio pubblico. E per dare una nota di colore: se è vero che Il (Pan del) Diavolo non sa fare i coperti, di certo sa fare ottima musica.

SCALETTA 07/05/2017 

Libero
Aquila solitaria
Supereroi
Scimmia urlatore
La Finale
Messico
Africa
Mediterraneo
Coltivare l’ortica
Sono all’osso
L’amore che porti
Strisce
Mondo al contrario
Per tornare da te

Encore:

Vivere fuggendo
Pertanto
Folkrockaboom
Gravità zero

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