Ecco una delle tante derive “rock” che prendiamo qui su 100 DECIBEL. Che poi, a nostro modo di vedere, il “ROCK” è più da intendersi in quel certo modo di sentire dentro la musica. Il viaggio di uno dei più famosi quartetti d’archi che abbiamo in Italia è ben delineato: si parte dai classicismi per incontrare la terra del popolo quotidiano. Si parte quindi dai rigori didattici per arrivare alle tradizioni ricche di mille fuori pista e di linguaggi che confluiscono sotto un’unica anima parlante. E tutto questo ha come unico filo conduttore la mutazione. Il disco di inediti degli ONDANUEVE STRING QUARTET si intitola “Mutazioni”: solo 5 brani strumentali che vedono la partecipazione di Riccardo Schmitt alle percussioni, ormai (possiamo dirlo) nuovo componente della formazione. E si nuota tra colori a pastello e sensazioni di corteggiamento, tra visioni passionali e sapori forti… dalla Spagna all’Argentina… i movimenti sono classici ma gli arredi sono “rock” come piacciono a noi. Contaminarsi è l’obiettivo primordiale di questa musica che arriva da lontano. Contaminarsi come incontrarsi… come nel video ufficiale del singolo lanciato nell’etere dal titolo “Sbeat”.

Noi parliamo spesso di rock, ma per noi il rock è inteso anche come mood di vita, come un certo modo di concepire la scrittura e la musica. In quest’ottica, quanto “rock” c’è dentro la vostra produzione?
Siamo sempre stati abbastanza trasgressivi e ribelli nella vita e, probabilmente, questo ci ha portati ad affrontare la musica con la stessa filosofia.

E quindi parliamo anche di contaminazioni altre… la musica “leggera”, spaziando dal rock al jazz e arrivando anche a derive d’autore… quanto o come tutto questo vi ha contaminato?
Da ragazzini abbiamo studiato in conservatorio, quindi musica classica, ma poi abbiamo sempre avuto l esigenza di spaziare in ogni genere musicale. E questa esigenza è diventata passione e ormai parte di noi.

La Spagna: è un sapore che arriva fortissimo dall’ascolto di “Mutazioni”. Come mai?
Il sapore spagnolo lo sentiamo nostro, soprattuto per quanto riguarda Napoli. Basti pensare ai rapporti tra queste 2 città attraverso la storia,oltre all influenza che ha avuto in tutto il mondo e che noi risentiamo involontariamente in generi apparentemente lontani musicalmente.

Di tutto il sapore word che c’è in questi 5 brani, quale area del mondo (inteso come tradizione popolare) avete voluto raggiungere?
Un po tutte. Sud Italia, est Europa, Irlanda, Arabia, sud America ecc.

È bellissima questa copertina. Raccontatecela… e so che ve l’hanno chiesto spesso…
Abbiamo voluto rappresentare meglio che potevamo il nostro concetto di mutazioni. Qualcosa che nasce e muta da un ambiente apparentemente ostile.

E oltre alle percussioni, in futuro avete pensato di arricchire questo suono con altro?
Abbiamo un po di progetti in cantiere. Uno con cantante e uno in chiave più elettronica. Vedremo..

E se vi dicessi l’elettronica? Sarei troppo violento?
Ecco, appunto. Sara uno dei prossimi nostri progetti. Non ci facciamo mancare niente!

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