Ecco come ci racconta “Fiume Amaro”: “Nel 1962 Mikis Theodorakis scrive “O kaimòs” su testo di Dimitris Christodoulou. Resa famosa da Grigoris Bithikotsis, è stata ripresa nel 1970, su testo di Sandro Tuminelli, e portata al successo da Iva Zanicchi”.

Ecco quali sono i presupposti per capire come ascoltare questo grande nuovo disco di OLDEN: si intitola “A60” ed è un pregiatissimo omaggio agli anni ’60 che grazie alla produzione artistica di Flavio Ferri si proietta in musica che par divenuta figlia di oggi e delle più alte scene indie. OLDEN prende in prestito da quegli anni grandissime canzoni, poco conosciute al grande pubblico ma comunque importanti scritture dell’epoca e le rivede oggi, con un suono attuale, digitale, figlio di questi tempi… senza alterare niente ma cercando di arricchire tutto con la sua personalità. E a non conoscerle, perché quasi tutte queste canzoni sono sconosciute, sembra davvero un bellissimo disco della nuova scena indie italiana. E tra le non conosciute canzoni di quegli anni ’60, OLDEN sfoggia anche la famosissima “Tutta mia la città”.
In rete due video ufficiali: “Resta” e poi – appunto – “Fiume Amaro” che vede in video la partecipazione di Umberto Maria Giardini. Ritorno al futuro…

In quanti ti avranno addebitato queste canzoni? Quanti avranno detto che queste sono le nuove canzoni di Olden?
Effettivamente é successo più di una volta e continua ad accadere, soprattutto per i brani meno conosciuti (specialmente per i più giovani). In ogni caso credo che questo fatto sia estremamente importante, perché vuol dire che abbiamo fatto un buon lavoro, significa che il mio stile, la mia sensibilità, il mio mondo musicale, siano arrivati e che nelle canzoni sono riuscito a lasciare la mia impronta.

Oggi la canzone d’autore o comunque in generale la canzone leggera, che momento sta vivendo?
Credo che in ogni epoca ci siano espressioni artistiche di un certo spessore ed altre più di intrattenimento (e ben vengano!), ma in fondo é sempre stato così.
Penso che oggi una novità interessante possa essere rappresentata da questo nuovo collegamento tra la musica “alternativa”, la canzone d’autore e la musica più “mainstream” (o “leggera”); non c’è più questo divario netto, questa separazione.
Tra i tanti porto l’esempio di Motta, nato come cantante/cantautore “indie” e poi arrivato al Festival di Sanremo e vincitore della targa Tenco come miglior album dell’anno.
In fondo penso che questo sia un bene, la musica non ha bisogno di ghetti e nemmeno di “oligarchie” ma solo di libertà, di autostrade infinite lungo le quali viaggiare.

E restando su questo tema, questo disco che hai vissuto sulla tua pelle ti ha dato modo di capire da vicino le differenze tra ieri e oggi?
Probabilmente un disco di nove canzoni non può rappresentare in maniera completa un periodo cosi’ ricco e complesso come sono stati gli anni’60, ma certamente racconta una parte importante di quel periodo. Voglio credere che non ci siano differenze cosi’ evidenti, che la buona musica non abbia età, e che quando c’è qualità non esiste il tempo, ma solo una sorta di eterna contemporaneità.

Citami qualche grande escluso da questa tracklist… e poi dicci anche il perché…
Mi ricordo che in un primo momento avrei voluto inserire un pezzo storico di Gino Paoli, “Senza fine”, una canzone che mi ha sempre lasciato dentro un sacco di belle sensazioni, fin da bambino. Ma poi mi sono reso conto che sarebbe stata una scelta troppo facile, che si trattava di un brano davvero troppo conosciuto, e non sarebbe stato coerente con l’idea iniziale del disco.
E allora l’ho sacrificata.

E ora parliamo di inediti ti va? Il nuovo disco di Olden?
Vedo che siete bene informati! 🙂
Effettivamente già sto lavorando a un nuovo album, insieme a Flavio Ferri (Delta V), già produttore di A60 e Ulrich Sandner, ormai fedelissimo musicista che mi accompagna da parecchi anni. Ci stiamo divertendo a sperimentare, cercando nuove sonorità, nuove atmosfere.
Nella mia testa l’idea di questo disco é assolutamente chiara, so quello che voglio dire e come lo voglio fare; il vestito che daremo ai pezzi ancora é “in progress” e sicuramente (ispirazione permettendo) arriverà pure qualche nuova canzone in più.
È un progetto ambizioso al quale credo moltissimo.
Presto saprete di più.

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