“L’inganno di un mondo ideale” ecco il primo disco dei Nonnon, formazione bresciana che negli anni ha consolidato il loro percorso artistico sul proprio territorio e che ora raccolgono la loro esperienza in un lavoro dalle candide tonalità di pop d’autore finissimo.

Dalle radici di provincia, da quei meravigliosi doposcuola, dai banchi a da quei garage che erano sale prove e rivoluzioni di una società arriva un progetto maturo di suo e maturo di esperienza fin dal primo esordio. Pubblicato per Reincanto e ricco di featuring quali Mario Ciardulli (voce narrante), Matteo Fiorin (banjo in “Fine condanna”) e Francesco Viani ( basso in “Questo bel viaggio”), ci troviamo di fronte una lirica molto interessante dentro melodie dedite al bel gusto italiano, di quelle scuole che vorremmo legare a radici genovesi o a quel modo di viaggiare dietro suoni decisi ma per niente industriali.
Un album dalle venature cantautorali insomma, ispirato da storie umane e sociali che si fanno portavoce della quotidianità di ognuno di noi, lavoro che di suo rappresenta un bel passo avanti per la creatività artistica del territorio bresciano sempre poco presente nelle cronache discografico di rilievo.
Certamente siamo di fronte ad un esordio e come tale cerchiamo di perdonare le ingenuità che in fondo, però, sono il cuore prezioso di quell’istinto che rende questo suono un vero ponte di collegamento tra i computer di oggi e l’istinto umano degli artisti di sempre.

Comments

comments