Qualche mese fa al ritorno da un viaggio dall’Olanda, mia madre mi ha riportato delle radici da piantare, senza etichetta, senza la descrizione o il nome della pianta. Non appena le radici hanno iniziato a metter fuori le prime foglioline ho pensato, che cavolo mi aspettavo chissà quale pianta esotica e particolare e mi ritrovo con delle comuni belle di notte, ed è qui che mi sbagliavo, perché le piantine che sono nate sono delle “belle di notte” ma non poi così comuni. In effetti i fiori hanno colori che non avevo mai visto.

Vi ho raccontato quest’aneddoto perché è proprio quello che è successo al concerto dei Nomadi all’Orvieto Folk Festival, è successo quello che non ti aspetti.
Ti aspetti un’esibizione fatta di vecchi successi e ti accoglie una scaletta tutta nuova, dove i vecchi brani sono per lo più un regalo e una coccola per i fans di “vecchia data”. Ti aspetti un ragazzo di appena 40 anni intimidito dal pubblico dei Nomadi e ti ritrovi un‘energia che è  un omaggio ad Augusto Dalio. Ti aspetti un pubblico di una certa età e ti ritrovi quindicenni impazzite che urlano addossate al pit. Ti aspetti qualcosa di già visto e conosciuto e ne esci dopo aver preso parte ad un’esperienza nuova e particolare, unica!

Il sound dei Nomadi è sempre lo stesso, rassicurante e intrigante, fatto di innumerevoli dicotomie, i loro testi pieni di atmosfere. Si passa dalla protesta e la denuncia del disagio sociale a strazianti poesie di amore, si passa da ritmi sincopati tutti da ballare ad armonie in cui mille accendini si alzano al cielo (in questo caso mille cellulari accesi, ma l’effetto “romantico” è assicurato lo stesso).

Sulle note di Io voglio vivere, il pubblico s’infiamma e il duetto che la band improvvisa con i fans prosegue ininterrotto per 10 minuti, tutti vorrebbero che la magia proseguisse, calda, indimenticabile, rasserenante. Ogni persona presente stasera continuerebbe a vivere questa inaspettata felicità sulla propria pelle fino all’alba del giorno dopo. Sarà per questo, o per l’abbraccio a cui gli artisti fanno fatica a sottrarsi che i Nomadi non lesinano sui bis regalandoci ancora ispirate emozioni.

per saperne di  più:

www.umbriafolkfestival.it/

www.nomadi.it/

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