Stanno accompagnando Lo Stato Sociale nel tour partito lo scorso 31 ottobre. Faranno tappa a Roma il prossimo 28 novembre. In attesa di vederli ed ascoltarli abbiamo fatto 4 chiacchiere con la band più eclettica dello stivale. Loro sono i Magellano cioè  Pernazza, Filo Q e Drolle. Un mix di energia che ti prende e non ti lascia più, tanto da rendere piacevoli anche i “Calci in culo” che la vita può riservarti.

Partiamo con ordine e per prima cosa vi chiedo di presentarvi ai lettori di 100Decibel. Chi sono i Magellano? Come nascono e perché questo nome?

Buongiorno a tutti voi, i Magellano sono tre genovesi giramondo, dei mezzi pirati che un paio d’anni fa hanno deciso di mettere su un progetto in cui potessero sperimentare una serie di linguaggi sonori e visivi che era da un po’ che volevano affrontare.

Dalla vostra biografia leggo che mescolate elettronica, hip-hop, reggae, electro e dub. Quali sono le vostre influenze? Vi ispirate a qualche artista in particolare? 

A tutti ed a nessuno, facciamo saldo un principio della musica rap quello di reinventare, applichiamo alla musica un approccio da dj quindi prendiamo cose, le smontiamo e le ricostruiamo. Siamo più producers che musicisti in senso stretto, non ci siamo messi confini fin da quando abbiamo iniziato e cerchiamo di andare avanti liberi. Al momento quello che produciamo è sempre molto “club” come attitude, ma in futuro tireremo fuori anche altre facce della medaglia… perchè non sono solo due.

Parliamo di Calci in Culo, un disco specchio della nostra attuale società? Quindi è proprio vero che senza quelli in Italia c’è poco da fare? Oppure ci date qualche speranza?

Noi siamo per la speranza sempre e comunque, siamo per riderci sopra e reagire, non saprei dirti se si vada avanti solo così… non credo onestamente… ma di sicuro il sistema di questo paese ha degli equilibri tutti suoi per tenersi in piedi che noi riteniamo decisamente discutibili, per non dire di merda.

Niente di male, solo l’amaro in bocca di queste settimane”, una frase molto forte, così come tante altre presenti nei vostri testi, rese dolci dalle melodie e dai remix. Un po’ come succede nella realtà, il paese è in crisi ma poi tutti in fila per l’i-phone facendo finta che non stia succedendo nulla?

Il paese è in crisi ma comunque, in qualche modo, gli italiani stanno ancora abbastanza bene perché altrimenti scenderebbero in piazza e farebbero un gran casino, proprio come succede da altre parti. Oppure l’italiano non lo sa fare, non lo so, sicuramente viviamo un momento complesso e faticoso, carico di contraddizioni. Viviamo in un sistema importato per cui si può essere serenamente senza un soldo ma non farsi mancare l’iphone 6.

Nel disco ci sono molte collaborazioni. Ci raccontate come nasce l’idea di una collaborazione e perché ?

Come ti dicevo prima noi ci approcciamo alla musica da producers, quindi le feat hanno grande valenza per sviluppare i brani. In generale ci piace fare musica con le persone con cui sentiamo un legame umano ancora prima che musicale, fino ad ora è stato così, ci si è incontrati, ci si è piaciuti e si sono fatte delle cose assieme.

La canzone che sentite più “vostra” del disco?

Penso Cerchi nel grano, ma non saprei, è un figlio tuo nella sua interezza un album.

Prima di salutare i nostri lettori, ci dite cosa avete in mente per il futuro?

Fino a fine anno ci troverete in tour con Lo Stato Sociale in giro per tutta l’Italia, da gennaio ripartiamo dritti fino all’estate con live e djset, sicuramente nel mentre butteremo fuori un po’ di robe nuove e remix e per l’estate ci sarà anche un nuovo show parallelo. Ma ogni cosa a suo tempo.

Un saluto ai lettori di 100Decibel…

Ci vediamo in giro perchè bisogna sopravvivere in questa nazione.

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