Il panorama musicale italiano può vantare ben poche “parabole della fenice”, casi in cui un artista muore e risorge, magari più volte, cambia forma, fino a ritrovarsi in uno schiocco di dita da giovane promessa a cantautore navigato, di quelli che – in una calda sera d’estate – riempiono il Carroponte di Milano. È il caso di Niccolò Fabi, che torna a calcare i palchi con un tour che anticipa il best of “Diventi Inventi”, la summa di vent’anni di carriera. Per un artista che ha sempre predicato il divenire, per il quale ogni fine è un inizio, non poteva questa essere un’eccezione: “Il Giardiniere”, singolo d’apertura, altro non è che una meravigliosa nuova versione di un brano contenuto nell’omonimo primo album di Fabi, con un arrangiamento ipnotico e minimalista che ricorda quelli del collega statunitense Sufjan Stevens. Fabi apre così lo show, t-shirt bianca e benjo alla mano e con i “suoi ragazzi”. I quattro giovani musicisti che lo accompagnano – tra cui il cantautore torinese Bianco – hanno più o meno la stessa età del Niccolò che aveva esordito sul palco dell’Ariston con il viso pulito e un maglione più largo di tre taglie, con quei capelli – in fondo sempre gli stessi – ai quali dedicò una canzone.

Fabi saluta calorosamente i presenti e prosegue con “Una somma di piccole cose”, titolo all’album del 2016 che gli è valso il plauso della critica e del pubblico. Un lavoro maturo dai testi riflessivi in pieno stile Fabi, dal quale estrapola anche “Ha perso la città”, “Filosofia agricola”, “Non vale più” e più tardi in scaletta “Una mano sugli occhi”. In un concerto che ripercorre un ventennio, Fabi non vuole parlare di celebrazione ma di un viaggio, in cui ogni brano è un momento, un ricordo, un pezzo di vita. Così, saltando da un album all’altro, il pubblico lo accompagna in coro sui testi di “Rosso”, “È non è”, “Ecco” (il brano a sua detta più difficile mai scritto, probabilmente per l’intimità del testo) e “Il negozio di antiquariato”, stavolta priva di qualsiasi orpello ma eseguita solo con piano e voci, quella di Niccolò e della platea. Il pubblico lo segue, interagisce con lui e con la band, alza le mani e le batte a tempo con “Offeso”, il Carroponte diventa un unico cuore pulsante.

Ascoltando brani quali “Vento d’estate”, “Lasciarsi un giorno a Roma”, “Costruire”, si ha la chiara percezione di come questi vent’anni protagonisti della serata siano scivolati su Fabi e su di noi, senza accorgersene a primo acchito: e invece no, la hit radiofonica è diventata brano d’autore, va ad incastonarsi nella storia della musica italiana. Un percorso sempre più inconsueto, vessillo della vittoria di Fabi, che ha saputo essere paziente con sé stesso, con la sua musica e con chi la ascolta, che si è fatto conoscere e amare da chi poi non lo ha più abbandonato, seguendolo nel suo percorso passo dopo passo. Ed anche se parlare di traguardi a Niccolò non è mai piaciuto – perché “nel mezzo c’è tutto il resto, e tutto il resto è giorno dopo giorno” – queste splendide e preziose venti candeline parlano da sé.
Nel bis Niccolò canta in duetto “Mela”, il brano di Bianco, che lo ha affiancato nelle ultime due ore cambiando strumenti con la facilità con cui un bambino cambia pennarelli mentre colora. E poi la commovente “Facciamo finta”, il tuffo nel passato con “Capelli” – una vera e propria festa – e infine “Lontano da me”: il viaggio, il sapersi guardare da fuori perché “allontanarsi è conoscersi”. Gli applausi finali, l’inchino di Fabi e della band. Niccolò fa per andar via ma si ferma un istante, fissa qualcuno, qualcosa tra il pubblico per qualche secondo, quasi stesse scattando una fotografia. Poi in segno di saluto alza di nuovo le braccia e spiega le ali. Come una fenice.

SCALETTA

Il Giardiniere
Una Somma di piccole cose
Ha perso la città
Solo un uomo
Filosofia agricola
Non vale più
La promessa
Dieci centimetri
Rosso
È non è
Ecco
Le chiavi di casa
Una mano sugli occhi
Il negozio di antiquariato
Una buona idea
Costruire
Vento d’estate
Offeso
Lasciarsi un giorno a Roma

BIS
Facciamo finta
Mela (con Bianco)
Capelli
Lontano da me

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