1997, Roma. Grazie all’amico Riccardo Sinigallia, Niccolò Fabi approda alla Virgin che produce il suo primo lavoro in studio, Il giardiniere.
2017, 26 Novembre, Palottomatica di Roma. Niccolò Fabi saluta il pubblico della sua Roma con l’unica e ultima tappa capitolina del Diventi Inventi 1997-2017 tour.

Diventi Inventi 1997-2017 è un doppio disco, un percorso di venticinque tracce per vent’anni di carriera, uscito insieme a al libro-intervista Solo un uomo di Martina Neri acquistabile solo su AMAZON in edizione limitata.
Il primo disco è  una selezione di canzoni scelte dallo stesso Fabi e riarrangiate mentre il secondo disco contiene una serie di rarità musicali, tra cui demo e provini di brani inediti e live.

Niccolò Fabi

Diventi inventi anni vado a capo
chiudo gli occhi e prendo fiato
che mi bruciano le spalle
per tutti i fuochi che
ho acceso epoi dimenticato
che non era per scaldarsi
ma per prendersi una luce
puntare all’orizzonte
avere i desideri
chiaramente scritti in fronte
(Diventi Inventi)

Non è un addio ma un arrivederci quello del cantautore romano «Non temete, non smetterò. Mi prenderò del tempo per fare quello che ultimamente ho tralasciato» racconta al suo pubblico in un momento di commozione.

La serata prende una piega inaspettata, una festa per Niccolò Fabi e i suoi ospiti, non un triste e trito addio ma una gioia per il pubblico che tra una poesia musicata e l’altra si fa trasportare di anno in anno, di disco in disco e di emozione in emozione nelle note e nei testi.

Ad aprire il concerto sul palco insieme a Fabi ci sono i musicisti di una vita, Alberto Bianco, Filippo Cornaglia, Damir Nefat e Matteo Giai  per Una somma di piccole cose, Filosofia agricola, Evaporare, Facciamo finta, Ostinatamente, Ecco, Le chiavi di casa, Una mano sugli occhi, Una buona idea, Rosso.

Niccolò Fabi

Successivamente Danilo Pao, Lorenzo Feliciati, Aidan Zammit, Massimo Cusato, Antonio Marangolo e gli GnuQuartet per È non è, Il negozio di antiquariato, Costruire.

Roberto Angelini, Andrea Di Cesare, Fabio Rondanini, Daniele Rossi, Pier Cortese e Gabriele Lazzarotti hanno suonato La promessa, Solo un uomo, Attesa e inaspettata.

Con Fabi hanno chiuso il concerto Fiorella Mannoia nel duetto per Offeso, Daniele Sinigallia con Lasciarsi un giorno a Roma e il trio, a tratti irriverente e comico, Fabi Gazzè Silvestri con Alzo le mani, L’amore non esiste, Vento d’estate.

Sembrerà strano, o forse no, ma lo spettacolo offerto da Fabi ha un qualcosa di unico. Sarà quella vena di tristezza che attanaglia i pensieri dei presenti mentre cantano a squarciagola, sarà per la kermesse di ospiti che ricorda un addio in grande stile, ma la serata è di gran lunga una delle migliori del cantautore romano.
Forse aveva ragione Fabi quando cantava «Ma il finale è di certo più teatrale così di ogni storia ricordi solo la sua conclusione».
Di certo se di finale dovesse trattarsi sarà stato il più dolce ed emozionante possibile.
Grazie Niccolò.

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