Sta tornando la New Wave (?!)… in qualche modo, in qualche misura, con le opportune derive. Ma di sicuro è tornato il sound aggiornato di una band storica della New Wave italiana. Parliamo dei NEWDRESS che sfornano questo “LEIcontroLEI” che è assolutamente un disco di grandissimo Rock glitterato dalle digitali sembianze anni ’90. Insomma: in una scena dove il digitale impera, dove dischi come questo piccolo prezioso dei Bresciani, dove la scuderia di Garbo e Luca Urbani non ha dato il minimo segno di cedimento, c’è da chiedersi quanto il nostro indie pop sia davvero la nuova scena New Wave italiana. E a proposito di rock? Beh in questo concept album dedicato alle grandi figure femminili della storia, da Marilyn Monroe a Greta Thumberg, troviamo anche le featuring di Antonio Aiazzi dei Litfiba, Diego Galeri e Stefano Brandoni. E non serve aggiungere altro…

Noi parliamo di rock. E spesso parliamo di rock per riferirci a quel certo modo di vivere e fare musica. Ed io trovo che “LEIcontroLEI” sia un disco decisamente rock. Che ne pensate?
RISPONDE JORDAN

Sicuramente non lo è nel sound ma nel modo in cui è nato, i concept album nel rock sono sempre stati un valore aggiunto e il fatto che anche “LEIcontroLEI” lo sia non è casuale, tanti grandi gruppi in passato hanno sfornato concept favolosi, gli stessi bresciani Timoria con Viaggio Senza Vento crearono un gioiello musicale e narrativo che ancora oggi brilla nel tempo. 
Cantare l’attualità, la cronaca e mescolarla con il proprio vissuto è molto, molto rock e siamo ben felici di riuscire a farlo con un gusto personale.

Che poi parlando di grande pop rock italiano leggiamo tre grandi featuring per voi che sono Diego Galeri, Antonio Aiazzi e Stefano Brandoni… un trittico niente male. Che suono hanno portato al vostro disco?
RISPONDE JORDAN

Da ognuno di loro volevamo un contributo che mettesse in luce il loro inconfondibile marchio artistico all’interno della nostra produzione, insomma qualcosa che al primo ascolto facesse dire “cazzo ma questo è…. “E così è stato, Aiazzi e i suo sintetizzatori fra il malinconico e lo psichedelico, Galeri con le sue precise e imprevedibili mazzate sulle pelli, i suoi fill che sai quando cominciano ma non quando finiscono e Brando con il suo inconfondibile e-bow a creare melodie raffinate e pungenti.
Vi raccontiamo un po’ com’è andata almeno con Aiazzi : Jordan ha contattato Antonio su facebook mandandogli alcuni provini e lui si innamora di Joyce al primo ascolto tanto che in 3 giorni ci rilascia un premix aggiungendo sintetizzatori e pianoforte a quanto già fatto da noi e ci invita a raggiungerlo al Dpot Recording Arts di Prato per mixare il brano insieme a lui , sotto la guida esperta di Fabrizio Simoncioni già al lavoro fra gli altri con Litfiba, Ligabue, Negrita, Gianna Nannini,Carmen Consoli, Grignani, Fabi, Silvestri e attuale tastierista dei Litfiba ), il tutto con la supervisione di Andrea Ravasio l’ingegnere del suono dei Newdress.
Quando ci siamo sentiti al telefono ho subito capito che Antonio aveva già sviscerato il testo e compreso chi fosse la Joyce di cui cantiamo le gesta, credo sia rimasto colpito dalla storia e dal modo in cui l’abbiamo trasportata in canzone, si è sentito subito coinvolto sia dal punto di vista emotivo che musicale e non ha potuto fare a meno di suggellare il suo interesse mettendo il suo inconfondibile marchio alla nostra Joyce.
Inutile dire che lavorare al suo fianco è stato per tutti noi un “momento storico” di quelli da raccontare ai figli, ai nipoti e alle generazioni che verranno, noi che siamo cresciuti a “pane e Litfiba”.

E poi non possiamo non citare su tutti GARBO. Forse un pilastro della New Wave italiana… che rapporto avete e che cosa ha dato alla produzione di questo disco?
RISPONDE STEFANO

Garbo è un personaggio “misterioso”, grande artista e sempre “indipendente” ma nel vero senso della parola, cioè ha sempre ragionato con la sua testa, spesso pagandone le conseguenze. 
Lui è il nostro editore ma non ha direttamente partecipato al disco, sicuramente la sua mentalità ha influenzato le nostre scelte sia musicali che commerciali. Io non ricordo un disco artisticamente di basso livello di Garbo, e questo ci ha insegnato, se devi fare cose non sentite e valide non farle.

Oggi la New Wave secondo voi esiste ancora? La vostra faccia decisamente anni ’80 e ’90 mi fa pensare che i Newdress siano tra quelli che come molti pensano che il “rock” sia morto allora…
RISPONDE STEFANO

Io ho sempre pensato che il rock è uno stile di vita e un canone musicale, la new wave è un movimento artistico, infatti tanti artisti della New wave non sapevano suonare ma venivano da istituti d’arte e facevano concerti ma opere di cui la musica era parte, per il rock basta una chitarra suonata bene.
Io non credo che il rock sia morto in assoluto, hanno fatto di tutto per far morire un certo tipo di musica che aveva costi altissime non vendendo più i dischi serviva qualcosa che costasse poco (MC DONALD MUSIC). La musica suonata implica tanti musicisti da pagare, le prove, gli strumenti i tecnici…. Ora con un Mac e uno che parla in microfono hai fatto tutto. Quindi fino a quando non ritroverà un modo di generare profitto reale e non visualizzazioni si cercheranno prodotto sempre low cost.

La provincia italiana… dunque si può, anzi ci si deve provare? Anche questo è molto anni ’90…
RISPONDE JORDAN

“Brescia Caput Mundi” avremmo detto qualche anno fa, in cui la Leonessa veniva definita la Seattle italiana per via delle molteplici e moltiplicabili band che spiccavano nel panorama indie italiano targate BS, processo che si è rivelato essere un fuoco di paglia, svanito in breve, che non ha lasciato nessuna vera traccia nella musica italiana; processo dal quale noi ci siamo sempre sentiti estranei avendo iniziato a suonare insieme (Io e Stefano) ben 25 anni fa tenendo botta a tutti gli agenti atmosferici e non che si sono manifestati nell’ambiente musicale italiano e nella nostra band.
Noi continuiamo a provarci in quanto non ci sentiamo affatto arrivati, anzi ogni traguardo per noi è un inizio, certo qualche soddisfazione ce la siamo tolta ma le nostre ambizioni sono ben altre e fino a quando avremo la passione per alimentarle non molleremo mai, fare musica per noi è un’esigenza.

Questo disco cerca però di oltrepassare dei cliché pop new wave molto leggeri e popolari dei vostri dischi passati. Almeno questa è la mia impressione… è come se trovassi una maggiore voglia di “attualizzarvi” in qualche modo. Non è così?
RISPONDE JORDAN

Come dicevo sopra ogni arrivo per noi è una ripartenza, non ci fermiamo mai, anche ora che “LEIcontroLEI” è appena uscito io ho già iniziato a scrivere nuovo materiale, cerchiamo sempre di migliorarci e di portarci al passo coi tempi. 
Aggiornare la new wave è da sempre il nostro scopo, è naturale quindi che il sound si attualizzi, naturalmente senza badare alle mode del momento, un aggiornamento direi più “tecnico” e di scrittura sfruttando le nostre conoscenze e capacità pratiche e intellettuali che non smettiamo mai di coltivare.

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