I Blugrana sono una rock band piacentina, all’attivo dal 2003. Nel 2004 la prima formazione della band incise un EP con il quale iniziò a farsi conoscere in concerto nella zona di Piacenza riscuotendo un buon successo. Dopo un paio di EP e due album, nel 2011 e nel 2016, il gruppo ha visto l’arrivo di un nuovo chitarrista, Matteo Cavanna, e del bassista Marco Marzaroli, che hanno portato nuova verve alla band e uno stile personalissimo. Con questa nuova formazione i Blugrana hanno realizzato l’album di prossima uscita. Abbiamo raggiunto al telefono Marcello Mautone, cantante e chitarrista, nonché fondatore del gruppo, per parlare della musica dei Blugrana e del nuovo disco.

Da cosa nasce il nome Blugrana?

In realtà non c’è un motivo vero e proprio, io e Biagio Siero (batterista e fondatore della band con Marcello ndr.) lo abbiamo trovato musicale e lo abbiamo scelto.

I Blugrana nascono nel 2003 e hanno cambiato anche alcuni componenti. Cosa è cambiato nella vostra musica in questi anni di attività?

In tantissimi sono passati nella band e la trasformazione credo sia inevitabile, la musica la fanno i musicisti e cambiando così tante volte i componenti del gruppo ognuno ha portato la sua esperienza, i suoi gusti musicali. Il gioco sta nel cercare ogni volta un compromesso che possa unire tutti quanti.

Quanto vi rispecchia ciò che fate ora rispetto ad un tempo? I pezzi attuali sono più potenti, più rock rispetto ai brani passati.

Sicuramente ci rispecchia la musica che abbiamo composto nel momento in cui la facevamo. I suoni di ora sono molto più aggressivi e c’è una sorta di ritorno alle origini, a quando abbiamo iniziato a 16 anni, ovviamente con una maturità diversa. Nell’ultimo album abbiamo introdotto chitarre distorte, molto più presenti che in passato, e la voce ora ha lo stesso peso degli strumenti. Le sonorità fanno parte di quest’era moderna, non volevamo dare l’impressione di essere una band radicata nel grunge degli anni novanta, era comunque nostra intenzione mantenere intatta quell’aggressività tipica di quel periodo.

Sulla vostra pagina facebook ho notato che pubblicate delle canzoni che vi rappresentano in qualche modo. Quanto c’è di queste influenze nel vostro modo di scrivere?

Per quanto riguarda la composizione del testo i grandi cantautori italiani sono la mia ispirazione principale al momento. Nevermind dei Nirvana è stato il primo disco che mi ha sconvolto la vita. È da lì che ho iniziato ad entrare nell’ottica di scrivere una canzone, di dire quello che penso e metterlo in metrica.

Il primo singolo era ispirato ad una poesia di Neruda, il secondo è una sorta di tributo a Lucio Dalla… ci sono altri riferimenti nell’album in uscita?

C’è di tutto, a me piace principalmente leggere e ascoltare musica. Nell’album c’è Hemingway, Jack London, Shakespeare. Anche il cinema è fonte di ispirazione, spesso capita di vedere un film e rimanere colpito da una frase di uno scrittore o un pittore, che in quel momento è contestualizzata e ti apre a nuovi scenari.

Con Lucio Dalla c’è molto più di un rapporto tra musicista e ascoltatore, è quasi intimo. Quanto lo sento cantare e raccontare le sue storie sembra raccontare anche la mia storia e ogni volta mi sconvolge.

“Bellissimo” nasce da un sogno. Ce lo vuoi raccontare?

“Bellissimo” non è una canzone dedicata a Lucio Dalla ma è davvero un tributo. Di solito non mi piace raccontare il motivo a cui è ispirata una canzone, credo che un artista in generale sia solo uno strumento per lasciare una traccia e un messaggio… sta a chi ascolta o chi guarda dare la propria interpretazione. In questo caso però è giusto raccontarlo: ho fatto un sogno nel quale Lucio ed io eravamo in spiaggia, in un luogo a me caro, a scrivere un pezzo insieme. Quando mi sono svegliato ho subito scritto la strofa. È così che è nata “Bellissimo”.

blugrana

Quali sono i temi che vi piace affrontare maggiormente nelle vostre canzoni?

Io da 20 anni dico di raccontare le storie degli altri, delle persone che mi circondano. Ultimamente, però, mi sono reso conto che con la scusa di raccontare degli altri ho sempre raccontato di me stesso. È stato un processo lunghissimo, l’ho capito col tempo. Non c’è un argomento preciso, spesso scrivo in posti impensabili e cerco di raggruppare le idee. Il difficile è mettere i pensieri in musica, farli rientrare nella metrica.

Quando esce l’album?

Il prossimo 11 marzo.

A quando il tour?

Sicuramente lo presenteremo a Piacenza i primi di Aprile e abbiamo già una serie di date programmate.

“Bellissimo”, il secondo singolo che anticipa l’album dei Blugrana, racconta di quanto spesso le persone, schiacciate da una vita difficile e frenetica, cercano nell’autoesilio la soluzione ai problemi, ma finiscono con l’accorgersi, soffrendo, che non ci si salva mai da soli: a volte basta solo alzare lo sguardo e vedere una mano tesa, pronta ad aiutare. Il video è un delicato racconto per immagini animate, con grafica a cura di Giulia Ripa e l’animazione di Francesco Castagnetti.

Comments

comments