Parlare di primo disco di inediti per una band come la Municipale Balcanica sembra quasi assurdo eppure questo “Night Ride” arriva solo oggi nei negozi. Un disco che, per la prima volta nella loro lunga carriera di concerti e di viaggi, contiene brani inediti scritti di proprio pugno. Certamente il bel mood balcanico con tutte le loro influenze limitrofe non cessa di esistere ma qui siamo di fronte anche al bel Rock indie di oggi e, sorprendentemente, anche una stridente quanto dolcissima ballata d’autore italiana dal titolo “Ogni stella”. Un disco a tutto tondo dunque con ben 3 strumentali e un 4 versioni radio edit. Ovviamente noi non ci facciamo mancare la scusa buona per intervistarli. In rete il video ufficiale del singolo “Transylvania Party Hard”.

Esce “Night Ride” e la musica balcanica si contamina di presente indie. Dove nasce questo connubio?
Indie, per noi che ci atteniamo alla definizione originale, significa semplicemente indipendente e noi lo siamo fieramente sin dalle origini altrimenti non avremmo avuto la libertà di fare i nostri album tutti molto diversi tra loro con brani all’interno altrettanto differenti. Purtroppo l’accezione italiana è lontana dal nostro modo di vedere le cose, troppe volte ritroviamo un atteggiamento da puzza sotto al naso verso la musica balcanica, un modo di fare solo italiano perché all’estero ne è riconosciuto il valore ed il tecnicismo necessario a suonarla, insomma è una cosa figa. Se poi il riferimento è più chiaramente al sound potremmo dirvi che forse esso è molto più legato al jazz europeo dove la compresenza, pure nello stesso brano, di chitarre distorte, elettronica e strumenti etnici è normale ed ha il suo significato.

Di sicuro una curiosità: dopo tutti questi anni di grandi concerti perché solo ora un disco di inediti? In passato non ci avete mai pensato?
Abbiamo sempre composto inediti e nei precedenti album avevano comunque lo spazio maggiore della tracklist, già dal disco di esordio nel 2003 dove per esempio vi è stata la nostra traccia Dio è zingaro usata come colonna sonora nell’esibizione dall’atleta medaglia d’oro alle olimpiadi di Nanchino, la russa Irina Annenkova; però prima garantivamo una parte del disco a brani presi da altre tradizioni musicali. Ci piace dire che fossero come “cartoline” mandate al pubblico dai nostri viaggi di studio in giro per le culture musicali del Mediterraneo per far conoscere a chi ci ascoltava nuovi paesaggi sonori. In “Night ride” abbiamo incluso solo inediti perché, dopo 15 anni di attività, il pubblico è cresciuto con noi e come noi ha imparato a riconoscere le influenze senza più bisogno di fare discorsi espliciti.

Uno sguardo al rock contemporaneo: che cosa vi piace e che cosa vi annoia?
Da musicisti di lungo corso, e abbastanza smaliziati, riusciamo a riconoscere abbastanza presto le band ispirate e quelle che hanno dei limiti tecnici e compositivi. Ci accorgiamo se stiamo ascoltando musicisti limitati che ricorrono a vecchi cliché e soluzioni melodiche e armoniche scontate. Mentre ci esaltiamo quando vediamo qualcosa di nuovo e spiazzante non solo dal punto di vista della tecnica musicale ma anche dell’approccio. Ci sono band giovani e inesperte che ti trasmettono l’anima mentre mostri sacri che sono i primi ad annoiarsi. Nel dubbio ascoltiamo sempre cose nuove correndo il rischio di prendere “un pacco” piuttosto che riascoltare ininterrottamente i classici.

E restando un po’ su questo tema non trovate che una musica così fortemente caratterizzata come quella balcanica sia divenuta di cliché tra usato? Cosa c’è di nuovo in “Night Ride”.
Vi confessiamo che anche il nome che ci siamo dati tanti anni fa ha contribuito spesso a ingabbiarci in uno stereotipo in cui stiamo stretti. A volte è difficile spiegare che ci chiamiamo “balcanica” ma non facciamo musica balcanica. A quell’area geografica abbiamo dato un tributo nel nostro nome perché, da giovanissimi, proprio la scuola musicale balcanica ci ha invogliati ad avviare lo studio delle altre culture musicali spingendoci oltre il nostro recinto accademico. L’influenza balcanica c’è nella nostra musica ma non ci mettiamo a scimmiottare le fanfare balcaniche. C’è sempre il rischio che un genere diventi la parodia di se stesso ed è accaduto alla musica balcanica (anche quella quella fatta dai veri balcanici!) così come all’indie italiano o altri generi. Il nostro album “Night ride” dimostra, insieme a tanti pezzi precedenti della MB, che la priorità va data all’onestà intellettuale non ai tracciati di un genere che per giunta neanche ci appartiene in toto. Poi i risultati possono non piacere o addirittura non essere compiutamente riusciti, ma questo è un altro discorso.

Chiudiamo pensando al futuro: ci avete preso gusto ora a scrivere di tasca vostra?
Non abbiamo mai composto volendo rimanere in un sentiero già tracciato e adesso ci prendiamo questa libertà con maggiore consapevolezza con meno paura di osare e di abbattere le barriere mentali.

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