Testo di Daniele Crescenzi – Foto di Massimo Giuliani

Questo articolo parla di magia. Di una storia incredibile, quanto il  progetto di Ritchie Blackmore ovvero i Blackmore’s Night e la loro stupenda musica. Parla dei Morning Star, la tribute band ufficiale in Italia dei Blackmore’s Night e la straordinaria interpretazione dei pezzi bellissimi della nuova band dell’ex Deep Purple e di sua moglie Candice Night.  Li abbiamo incontrati la sera del 17 maggio al  Gerbillo Furioso, piacevole pub in via Germanico. Fare un report su quella serata non è affatto descrivere e valutare una serata di  musica, ma descrivere e valutare una magia. Si può mai dare un giudizio sulla magia? Proviamoci.

Cominciamo a raccontare questa storia di magia, partendo dagli ingredienti della pozione magica: Marco Armari (batteria), Simone Miccoli (basso), Bruno Gallozzi (tastiera), Emanuela Acquaviva (voce) e Sirna Nisida (voce). Poi c’è la formula segreta, la frase magica da dire affinché l’incantesimo funzioni, e la formula magica è Marco Carpita (chitarra, domra, balaika, liuto, bouzuki, insomma tutto ciò che si può e si poteva suonare dal medioevo ad oggi come strumento a corda). Marco Carpita è il leader storico di questa straordinaria storia di magia. Come in tutte le storie di magia, c’è un incantesimo iniziale, quello che cambia il corso delle cose e da inizio alla favola. Questo incantesimo avvenne intorno agli inizi dell’anno 2000, ben tredici anni fa. In una multisala di registrazione, il batterista Marco Armari provava con la sua band dei pezzi dei Deep Purple. Durante una pausa gli capitò di sentire delle note a lui familiari provenienti dalla sala prove a fianco. Qualcuno stava provando dei pezzi dei Blackmore’s Night. Armari, all’epoca era uno dei pochissimi a Roma a conoscere i brani di questa band, e pensava che nessuno a Roma li conoscesse al di fuori di lui. Entrò nell’altra sala e vi incontrò Marco Carpita che stava mettendo insieme una band per fare i pezzi dei Blackmore’s Night. Guarda caso stavano cercando un batterista. Armari disse che dovevano smettere di cercarlo, perché l’avevano già trovato. Da li iniziò un lungo percorso insieme, che fece dei Morning Star la tribute band ufficiale, benedetta da Ritchie Blackmore in persona, che ha conosciuto Marco e il suo progetto, e tra Ritchie e Morning Star è nata una vera amicizia. Costumi medievali e rinascimentali, effetti ed atmosfere celtiche, fusion tra folk rock e sonorità balcaniche ed orientali. Questi sono i Blackmore’s Night dal 1990 in poi… questi sono i Morning Star dagli esordi fino ad ora. Il genere viene chiamato renaissance rock o medieval rock. Blackmore stesso ha definito il suo genere di musica rock rinascimentale; è un genere musicale che combina la musica rock (in particolare folk rock e gothic rock) con reminiscenze e temi tipici della musica medievale e più in generale della musica antica, ed in particolare per i Morning Star, alcune influenze arabiche. Di facile impatto, ma di difficilissima esecuzione. Fare questo genere richiede impegno oltre che bravura. La sera del 17 maggio al Gerbillo Furioso i Morning Star si sono ripresentati al loro pubblico, dopo il divorzio professionale da Ida Elena De Razza, l’attuale voce di Dark Side Of Venus, con la nuova cantante: Sirna. Giovanissima (19 anni), con una voce potentissima tra il mezzosoprano  leggero o acuto ed il mezzosoprano grave: una voce ricca, piena, di volume limitato ma molto duttile ed agile;  in grado di spaziare dalla zona grave a quella acuta con capacità virtuosistiche, in grado di  salire anche fino al do sovracuto, portata agli accenti forti, con un timbro molto intenso e profondo. Anche l’ingresso della piccola Sirna nei Morning Star è stata una sorta di favola magica: Marco ascoltò su internet alcuni suoi demo: rimase impressionato dalla limpidezza di questa voce agile, in grado di cantare in tante lingue come il giapponese e persino l’elfico. La volle conoscere e si trovò davanti questa ragazzina riccioluta dai grandi occhi nerissimi e capelli altrettanto neri, sguardo timido ma deciso… era la persona che cercava. Il suo debutto al Gerbillo Furioso è stato accolto molto bene dal pubblico; ha preso subito in mano la situazione. La più esperta Emanuela Acquaviva gli ha fatto da apripista all’inizio con “Cartouche” dove subito si è lanciata a coinvolgere il pubblico richiamando all’applauso ritmato di questa bellissima ballata folk stile irlandese. Poi ha lasciato che Sirna pian piano diventasse la protagonista assoluta del concerto, facendola interagire col pubblico.  Ogni elemento dei Morning Star ha dato prova di virtuosismo eccelso grazie anche alla complessità di canzoni che sono piccole opere racchiuse in pochi minuti.

Marco Carpita passa, nel corso dello stesso brano, con estrema facilità dalla chitarra elettrica al liuto e al bouzuki. Arriva la suggestiva e romantica Under The Violet Moon uno dei grandi successi dei Blackmore’s Night: più che una canzone, una sciarada, dove sonorità nordiche e arabiche si fondono e creano una nuova forma musicale di senso compiuto. Lascia grande spazio di azione per la tastiera di Bruno Gallozzi e per i vari cambi di strumento di Marco. Altro capolavoro è Queen For A Day, un pezzo che appare come sospeso nel tempo e che lascia molto spazio interpretativo a Sirna ed Emanuela: rispetto alla versione originale i Morning Star fanno una seconda parte musicale rapsodica assolutamente straordinaria. Ogni brano pare essere una storia a se, dove si passa da atmosfere elfiche, tolkeniane, fino a ballate dal sapore balcanico, quasi gipsy jazz. Una sorta di viaggio ideale che va dall’immaginaria Terra Di Mezzo del mondo di Arda ai bassifondi di Belgrado. Ed è incredibile scoprire che attraverso la musica dei Blackmore’s Night interpretata dai Morning Star questo viaggio altrimenti impossibile, si arrivi a fare.

Ecco perché all’inizio si parlava di magia: perché brani come Soldier Of Fortune, The Cirle, All The Fun Of The Fayre e Olde Village Lantern sono brani in grado di trasportare chi li ascolta  in mondi lontani. Musica non solo da ascoltare con le orecchie, ma da vedere con gli occhi, da seguire con il cuore, da catturare con le proprie emozioni.

I Morning Star sono ottimi musicisti in grado di coinvolgere il pubblico, virtuosi e straordinari, con un Marco Armari capace di assoli di batteria pazzeschi. Marco Carpita eccezionale giocatore tra chitarra ed altri strumenti a corda, che suona divinamente, Bruno Gallozzi che si presta talvolta a cantare con le sue doti da baritono oltre che a regalare passaggi di tastiera veramente degni di nota … e quindi le straordinarie cantanti Emanuela Acquaviva e Sirna, capaci di sinergie in una maniera incredibile tra di loro. Come sopra: musica che diventa magia …

Scaletta: Guitar Solo (strumentale intro di chitarra di Marco Carpita), Cartouche, Play Minstell Play, Under The Violet Moon, Queen For A Day, Il lamento di Ariel (ballata elfica cantata a cappella da Sirna nell’immaginaria lingua elfica creata da Tolkien per il suo mondo di Arda), Soldier Of Fortune,The Storm, The Circle, Home Again, Renissance Faerie, All The Fun Of The Fayre, Fires at Midnight, Olde Village Lantern, All For One.

Ringraziamo il Gerbillo Furioso per la cordiale accoglienza.

Per saperne di più:

http://www.morningstarmusic.it/

https://www.facebook.com/gerbillo.furioso

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