Si è fatto attendere a lungo Mike Patton, e non ci riferiamo (solo) al fatto che l’artista si è presentato sul palco quando il pubblico lo stava chiamando già da una mezz’ora, ma soprattutto ai nove anni dai quali mancava ormai dalle scene italiane.
L’ex cantante dei Faith No More si è presentato al pubblico di Prato col suo progetto Mondo Cane, col quale, così come nell’omonimo disco del 2007, ha voluto rendere omaggio alla musica leggera italiana degli anni ’50-‘60. Scelta certamente non scontata né tantomeno banale. Sarebbe infatti un errore pensare che Mondo Cane sia un “semplice” progetto di cover, perché i brani sono stati riarrangiati e, soprattutto, rielaborati dal variegato talento interpretativo dell’artista. Del resto che Patton sia un musicista eclettico è cosa nota, così come note sono le sue straordinarie capacità e versatilità vocali e interpretative. E chi anche avesse avuto qualche perplessità riguardo alla scelta di calarsi in un repertorio così particolare e differente, si sarà subito ricreduto, conquistato dall’eleganza con cui il cantante è riuscito ad arricchire ogni brano, dalla disinvoltura con cui ha saputo svariare tra stili anche molto diversi e dalla facilità con cui ha padroneggiato ogni partitura.
Ventuno in tutto sono stati i brani proposti, di stili, come detto, anche molti diverso tra loro (come mostrato in modo evidente dalla scaletta), ognuno dei quali è stato un regalo al pubblico che l’artista ha divertito, divertendosi, in un concerto che, se da un lato, poteva sorprendere per la scelta del genere, dall’altro non ha fatto altro che confermare la grande classe del musicista statunitense.
Il concerto era inserito all’interno dell’edizione 2019 del festival Settembre | Prato è Spettacolo, organizzato da Fonderia Cultart in collaborazione con il Comune di Prato e il contributo della Regione Toscana.

Scaletta:
Il cielo in una stanza (Gino Paoli)
Che notte! (Fred Buscaglione)
Ore d’amore (Fred Bongusto)
20 km. al giorno (Nicola Arigliano)
Quello che conta (Luigi Tenco)
L’urlo negro (The Blackmen)
Doce doce (Fred Bongusto)
Deep Down (Christy)
Pinne, fucile ed occhiali (Edoardo Vianello)
Scalinatella (Roberto Murolo)
L’uomo che non sapeva amare (Nico Fidenco)
Canzone (Don Backy)
Ti offro da bere (Gianni Morandi)
Storia d’amore (Adriano Celentano)
Lontano lontano (Luigi Tenco)
Yeeeeeeh! (The Primitives)
Senza fine (Gino Paoli)
Sole malato (Domenico Modugno)
Dio, come ti amo (Domenico Modugno)
Una sigaretta (Fred Buscaglione)
Retrovertigo (Mr. Bungle)

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