Perché di speranza si parla… “Cometa” è una canzone che veicola un messaggio di forza e di rivalsa personale, di un restar sempre in piedi. Niente di liturgico o di religioso, sia chiaro, anzi una bella canzone fresca d’autore che Davide Corneli, in arte Mezzalibrra, sfoggia per concedersi il lusso di un esordio come si deve. Un brano pop dai contorni blues nelle liriche, un video girato da Giulio Tolli, noto instagramer abruzzese, un linguaggio adolescenziale, d’amore, di vita, di trasparenza. E Mezzalibrra ha promesso semplicità con una canzone simile che secondo noi, di “rock” propriamente concepito, ne nasconde molto sotto questa pelle radiofonica.

Noi parliamo spesso di Rock ma non tanto per riferirci al genere quanto per parlare di quel certo modo di fare e di pensare alla musica. “Cometa” secondo te, alla luce di questo, quanto è contaminata di rock?
Sicuramente Rock non è inteso solo come genere, bensì anche tutto ciò che c’è intorno. Si può essere e pensare Rock anche senza esprimerlo direttamente in musica. Tuttavia devo ammettere che il mio singolo ha influenze rock. D’altronde è il genere con cui sono cresciuto e una volta che ci si entra così a stretto contatto, è difficile toglierselo di dosso.

Che poi il tuo modo di cantare è molto “rock” non trovi? Sbarazzino ma fedele alla linea come direbbe qualcuno…
Sono contento che la mia anima Rock sia uscita un po’ allo scoperto. Alla fine “Cometa” è un mix di generi. Ho cercato di fondere elementi Rock per dare energia e alcuni elementi Soul per dare espressione al pezzo. Il mio modo rockeggiante sarà sempre parte di me e sarò sempre felice di esprimerlo in musica.

In queste foto sembra che hai un occhio nero… che significato c’è? Te lo chiedo perché sembra molto correlata dal mood della tua musica…
Nacque per caso in un Live. Mi feci una sorta di scarabocchio rosso sotto l’occhio sinistro e decisi che sarebbe stato il mio marchio di fabbrica. Rappresenta la durezza della vita a volte, che può lasciare segni che vanno via anche dopo diverso tempo. La canzone, appunto, suggerisce di avere il coraggio di essere sé stessi e brillare di luce propria aldilà di tutto. E’ un simbolo di coraggio.

Dietro questo brano ci sono collaborazioni che in qualche modo hanno incanalato la scrittura verso una direzione precisa. Ti ci ritrovi? Ti riconosci?
Ho lavorato con gli UMMO e con Cristiano Romanelli in particolare, che mi hanno aiutato nell’arrangiamento della canzone, rimanendo però fedeli alla struttura base che avevo in mente. Abbiamo lavorato molto bene e questo prodotto è il risultato di un bel lavoro di squadra. Mi riconosco molto nel pezzo perché siamo stati bravi a mantenere l’idea iniziale senza mai stravolgerla. Ringrazio gli UMMO per tutto l’aiuto che mi hanno dato, sono dei grandi musicisti.

Continuerai a lavorare in questo modo?
Adesso ho una band di ragazzi fantastici (che approfitto per salutare) con i quali lavoro e arrangio i pezzi, sempre con la supervisione e l’aiuto di Cristiano. Stiamo lavorando duramente per creare buona musica e abbiamo un ottimo feeling. Sono davvero contento di ciò che stiamo creando e non vedo l’ora di farvelo sentire!

Comments

comments