Venerdì 27 settembre al Traffic, il rock ha parlato molte lingue: quella giovane, rampante e goliardica dei Random, quella ‘greve’, arrabbiata, ribelle ed irritante dei Malrovescio e quella glamour dei The Ties.

Tre mo(n)di diversi di intendere la musica rock. I Random sono una band di “ragazzini pestiferi” veramente bella da vedere oltre che da ascoltare. Appena saliti sul palco dopo il primo riff di chitarra scatenano la loro energia come fa un vulcano in eruzione, dopo essere stato dormiente per un bel po’ di anni. Non ti aspetteresti mai di vederli così sicuri di se stessi, così padroni del palco… eppure loro sono così. Fanno un pop punk molto simile nelle sonorità, a quello di gruppi come Green Day, Weezer, Bad Religion o The Offsprings. Sanno divertire e divertirsi;  la prova di quanto piacciono sta nel vasto pubblico di amici che li segue in maniera affezionata e calorosa. Miriam Kay è voce e chitarra del gruppo, che si compone di Simone Bellucci alla seconda chitarra, Valerio Reicano al basso e Roberto Gasparri alla batteria. Molte belle canzoni, orecchiabili, alcune più progressive alcune più tendenti al pop melodico con lenzuolate di hard rock. “Sentimental” è forse il brano che mette più in mostra le doti vocali di Miriam molto adatte a questo tipo di musica che richiede un solco leggermente greve nelle note basse e stridulo nelle note alte. La sua si può definire una voce tipicamente “americana”, ovvero quella  somigliante alle classiche divine del rock d’oltreoceano degli anni Settanta ed Ottanta come Joan Jett and The Runaways (quella di “I Love Rock’n’Roll“) o più recenti come Fergie. Sicuramente un giovane ed interessantissimo gruppo da seguire. Tra i pezzi in scaletta  “Don’t Mind Me, I’m Just Breaking Apart“, la già citata “Sentinel“, “She” ed “Hello This Is Me” rappresentano quelli di maggior interesse, soprattutto per l’influenza dei vari stili che vengono a galla ascoltandoli. Vi si assiste ad una miscellanea di brit pop, blues rock, pop punk, post-grunge e pop rock.

A seguire i Random, nella serata rock Traffic, un gruppo che rappresenta l’esatto opposto dei Random: i Malrovescio. Non più le facce belle e pulite dei giovani elementi dei Random, ma ‘ghigni cattivi’, barbe incolte, mole possente… ma niente paura… sono bravissime persone. Solo che  il palco per loro è un’arena dove scendere come se dovessero lottare contro le belve feroci.  Amano definire la loro musica Rock Rugginoso Romano. Scaricano sui loro strumenti tutta la rabbia necessaria per “spaccare”. E’ musica essenziale: pezzi brevi, in termini di minutaggio, testi corti ma incisivi. Francesco Lanari, il frontman, voce e chitarra dei Malrovescio si presenta e presenta il suo gruppo come “L’Inferno sulla Terra!” Le loro canzoni parlano di incubi, di terre lontane, di guerra, di nevrosi e convivenze impossibili, di una società umana sull’orlo di un esaurimento nervoso collettivo e totale, forse definitivo. Nei loro brani si sente molto l’influenza di gruppi post-grunge come i Foo Fighters ed Alternative Metal come i Queens of the Stone Age o i Faith no More. Alcuni brani ricordano le composizioni dei primissimi Litfiba e Diaframma, come nel caso del brano “Scimmia“. Ma sono solo influenze! Tante, diverse e… pericolose!
Pochi fronzoli e ritmi ipnotici, parole che infastidiscono e che si aggrappano alla materia celebrale“. Questa è un po’ la loro filosofia. Uno dei brani sicuramente più criptici ed indefinibili di questo gruppo è “Ritalin“, talmente contorto ed indescrivibile nei ritmi e nelle sonorità che risulta difficile includerlo in un genere ben definito. Altro brano pazzesco è “Made In China“, ma da segnalare anche il pezzo strumentale “Stallo Messicano“, talmente “cattivo nella musica che era difficile abbinargli un testo“, dice Francesco e “Psycho Killer“, canzone con testo bilingue inglese e italiano,sicuramente degna del titolo ha. Rugginosi! Hanno ragione a definirsi in questo modo. Altri elementi del gruppo: Emiliano Rufini alla batteria, Fabrizio “Faber” Pallotta alla chitarra e Riccardo al basso e seconda voce.

Chiudono la serata i favolosi The Ties. Di loro sappiamo un po’ tutto, li abbiamo già recensiti, ma è sempre un piacere farlo di nuovo. Matt , Icaro , The Great L e Gab propongono come sempre un repertorio molto elegante di garage rock e glam rock tipico dell’ondata britannica degli anni novanta che ha fatto seguito al successo di gruppi come Oasis, Blur, Kasabian e Kula Shaker. Rock, strafottenza e voglia di suonare. Sopratutto voglia di far trasudare quel sound anni ’60 – ’70 sporco e pieno di anima. Con questo biglietto da visita i The Ties hanno catalizzato l’attenzione di molte platee e non solo romane. La loro musica è molto apprezzata anche fuori dai confini nazionali: sono stati infatti protagonisti di un Tour in Finlandia, precisamente ad Helsinki, dove hanno avuto un ottimo riscontro da parte del pubblico e dove sono stati già ricontattati per un ritorno. Tra i brani presentati al Traffic, “Hello” un inedito da poco composto ed eseguito per la prima volta davanti ad un pubblico ed alcuni dei loro pezzi ormai più apprezzati da chi li segue: “The Turning” e “Tricks & Sicks“, come sempre con enorme soddisfazione dei loro fan.

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