Ci piace l’idea di tornare a quel magico mondo firmato anni ’80. Ma non farlo con voglia e passione di emulare chi o che cosa. Questo è davvero un progetto nato e prodotto negli anni ’80 e con lui tutti i sapori di quel certo modo di intendere e realizzare la canzone pop leggera italiana, quel grande contenitore in cui poeti e artisti parlavano d’amore. Parliamo con VJMAURY, quello che inventò il mix tra videoclip. Parliamo con Maurizio Martini, suo ovvio discendente artistico, il vero nome di un artista che tra scene teatrali di musical e grandi dischi, ha portato a casa oltre 30 anni di grande carriera. Il suo nuovo disco uscito da pochissimi giorni e si intitola “SOLI”:

Maurizio Martini Vs VJMAURY. Chi vince? Com’è avvenuta la trasformazione?
L’esperienza del disco e l’esperienza del VJ sono completamente separate. Il disco è un lavoro di più persone, un unione di sinergie di bravi musicisti che ho riunito e con i quali ho collaborato. Quello che ne è nato è sicuramente una creazione della quale sono molto soddisfatto e che rimane, anche materialmente come un quadro vintage, uno specchio dell’epoca.
Il VJ è successivo ed è stata una conseguenza alla conoscenza di un mondo musicale che mi apparteneva attraverso la raccolta di video dai primi anni 70 ad oggi, dalla disco-music, dalla dance, alla house, ad oggi… un viaggio virtuale di 40 anni di musica da vedere, un racconto… io direi anche una raccolta di cultura ma anche un gioco che ho portato avanti per molto tempo e che ho potuto trasformare in un lavoro/passione. Le serate all’estero mi hanno dato molta soddisfazione, il pubblico applaudiva l’idea di tornare a ballare i grandi classici insieme ai nuovi successi, rivedendoli oltre che rivivendoli.
Pur impegnandomi attualmente nella promozione del cd e nella scrittura di nuovi brani, non escludo altre serate come VJ MAURY
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Ricordiamo che tra le tante cose che hai fatto nella tua carriera c’è stata anche la bellissima idea di mixare i video. Ce la racconti? Erano gli anni novanta…
Poterlo fare era un mio sogno già agli inizi degli anni 80, devo dire la verità usavo semplicemente la “pausa” tra la fine di un video e l’attacco dell’altro. Con l’avvento del personal computer e dei programmi utili al mixaggio video è iniziata la vera e propria creatività. Ti dovrei invitare ad una mia serata per farti capire quello che intendo ottenere mixando quattro o cinque video che trattano lo stesso tema. Negli anni novanta sono arrivate le prime serate, il riscontro del pubblico e quello che dicevo nella risposta precedentemente.

E questo lavoro personale quando arriva? Chi o cosa lo ha ispirato?
E’ innegabile che sin da bambino mi è sempre piaciuto cantare, potrei risponderti che già da giovane avrei voluto realizzare le mie canzoni e tutto potrebbe essere iniziato li. Purtroppo in quei tempi (ma non solo in quei tempi… è una storia che si ripete puntualmente), in generale, ma sopratutto per un giovane artista, la strada non era certo facile da percorrere… impedimenti politici per la partecipazione anche alle più semplici e sconosciute manifestazioni musicali, disponibilità economiche non semplici da avere, hanno minato anche la volontà di andare avanti a produrre qualcosa di mio.  L’ispirazione furono sicuramente i sogni fatti ascoltando i grandi artisti che creavano quel senso di libertà che, alla fine degli anni 70, veniva prima di tutto. Raccontandoti un aneddoto: Stavo vicino ad un vecchio giradischi Grunding, uno di quelli grandi come un mobile, e ascoltando per la millesima volta “Jesus Christ Superstar” (il rock-musical di Tim Rice e Andrew Lloyd Webber) mi venne l’idea di tradurlo e rappresentarlo, recitandolo, in italiano; puoi immaginare la difficoltà per la realizzazione, ti sto parlando del 1977.

Come mai allora solo oggi hai deciso di produrlo e pubblicarlo?
Vista la mia età e varie difficoltà e vicissitudini, era rimasto un lavoro fermo ed incompleto, registrato in un DAT e chiuso in un cassetto. Adesso era ora di recuperarlo, di far ascoltare le sonorità che oggi sono tornate di moda e copiate in tanti dischi di successo, ed esporlo con i suoi colori come un bel quadro finalmente completo.
Il riscontro di chi lo ha ascoltato mi ha poi dato il coraggio necessario e fatto capire che era un buon lavoro da far conoscere.

In radio scende il singolo “Precipitando”. Di cosa parliamo?
Semplicemente: nonostante intorno tutto sia negativo, il cuore ostinatamente cerca rifugio in quel sentimento che continua a farci sopravvivere, la passione.

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