Report di Sasà Costantino

“Vedremo domani se il momento era giusto per chiudere gli occhi o sparare nel mucchio“

Sold out da giorni la tappa romana del tour nei teatri dei Massimo Volume. “Il nuotatore”  è il loro nuovo album che arriva dopo ben 6 anni dal precedente “Aspettando  i barbari“  e  i brani di questo nuovo disco arrivano diretti al cuore senza troppi fronzoli, ti inchiodano all’angolo  attraverso la parola di Mimì Clementi declamata, sussurrata, urlata, calda e profonda  come sempre.

Impalati e catatonici restiamo immobili nelle poltrone. Si vede solo qualche testa dondolare. La Sala Petrassi dell’Auditorium è intrisa di umida attesa e urla il suo amore alla band e vorresti subito alzarti e andare sotto palco. Ma l’Auditorium non si presta al meglio per ospitare tanta potenza e tanto erotismo. Nonostante la sua comoda eleganza, la sua anima è poco rock e sembra pronta a disinnescarti, fermarti e freddarti. Ma questa volta ne uscirà sconfitta. L’attacco con ”Litio” fa male alla pancia, il suono è troppo distorto, ma giusto il tempo di arrivare alle “Nostre Ore Contate”  e i suoni si assestano e si sogna.

La musica dei Massimo Volume è rock e in quanto musica di parole e di storie, ha tutto il diritto di stare nei teatri dopo aver percorso, con i suoi sette album in 26 anni di carriera, bordi e strade, club scomodi e festival punk.  Per assorbire a pieno il richiamo alla vita vera che le loro canzoni evocano, la fisicità non perdona però nessun tipo di poltrona comoda. Dovremmo stare in un vecchio teatro polveroso, costretti e ammassati per annusarci, sentire gli odori, bere, fumare e far emergere la sessualità come puro piacere cosmico.

La band è magnifica dietro una scenografia rassicurante e sotto lampioni moventi.  Vittoria Burattini curva dietro le pelli, ricama, dipinge colori e dà tempo al tempo. Egle Sommacal,  magnifico tessitore di trame a volte decora e a volte picchia e non lascia mai spazio all’ovvio.  Mimì al basso entra dentro le canzoni quasi accarezzandole. Sara Ardizzoni (alias Dagger Moth) special guest alla seconda chitarra non fa rimpiangere l’assenza di Stefano Pilia attraverso i suoi fraseggi perfetti e attenti. La sua presenza femmina sul palco completa   scenograficamente quella del maschio alfa Mimì dietro il suo cappello. Ma non c’è nulla da temere, si sa non è un teppista. Dal palco a volte si avvicina alle prime file e ci cerca con lo sguardo e il suo sorriso accennato svela la sua dolcezza ma anche la sua fragilità. Ho sperato per tutto il concerto si togliesse il cappello. Lo avrebbe dovuto fare in segno di rispetto per la sacralità dei suoi testi, per mostrarci i lividi e per farci intuire che l’amore tatuato sotto pelle e il tempo che passa ha lasciato cicatrici che non si rimarginano.

Amiamo i Massimo Volume.  Nel panorama della musica italiana odierna sono magnificamente distanti da tutti gli altri, oserei dire sono soli, sono quei fuoriclasse che ti portano in fuorigioco, ti fanno nuotare, annegare, sprofondare e riemergere. Ancora oggi proviamo lo stesso sussulto provato nel ’95 quando l’uragano del “Primo Dio” si impossessò dei nostri cuori. Ne abbiamo disperato bisogno di una band così solida che non conosce l’oblio della liquidità di questi anni di merda.

Ne usciamo scossi e turbati dall’ultima domanda: “Leo è questo che siamo?” Ci avviamo, ma prima vogliamo salutarli, ma i gentilissimi stewart ci dicono che è bene accomodarsi alla porta. Prego, e ci indicano la scala di uscita. Si certo, prego l’amore e lo invoco: “Ho scoperto che si può annegare anche senza navigare “.

Set List (letteraria)

Hanno suonato tutti i 9 brani del  nuovo disco “Il Nuotatore“ , nessun brano da Club prive e  Stanze, 4 brani  da “Aspettando i barbari”  del 2013, 3 brani  da “Cattive abitudini“ del 2010, 2 brani da “Lungo i bordi” del  1995, 1  brano da  “Da  qui“ del 1997.

  1. Litio “..Torno sempre a te in questi giorni inquieti, torno sempre a te lo senti questo suono? è il lamento del tempo? o una nota rubata nella casa del sogno?”
  2. Una voce ad Orlando “Scusami amore, ma lo sai, non sono io l’uomo che studia la strada prima di mettersi in cammino…”
  3. Dimaxion song  “…Ho messo chiodi tra le corde, ho preso il vuoto dalle stelle e l’ho sparso lungo le strade del mondo e  sulla vostra pelle”
  4. Le nostre ore contate “…Ancora troppo presto per organizzare il nostro sgargiante declino, ma non abbastanza da non averne un idea…”
  5. Amica Prudenza “ ..E ho imparato a naufragare senza perdermi nel mare e ho scoperto che si può annegare anche senza navigare”
  6. Nostra Signora del caso “… A volte il mondo è strano, confonde la voglia con le paure del passato”
  7. Fred “ …Io sono il tramonto, io sono una maschera, io sono la serpe che muta pelle, io sono il caso, che oggi ho deciso che amo…”
  8. La ditta di acqua minerale “…Ogni uomo è una mezza bottiglia vuota o quasi piena e che non si può giudicare senza fare i conti con quel liquido denso indifferente a ciò che è giusto agli occhi della  gente”
  9. L’ultima notte del mondo “..Qualcuno pare l’abbia già detto che senza il buio e il male il mondo non sarebbe lo stesso tutto diventerà fatuo e carino ..”
  10. Silvia Camagni “ Silvia, stai attenta,copriti meglio, conserva l’amore per quando fa freddo”
  11. Compound “Da quanto tempo siamo qui?”
  12. Il Nuotatore “E quando finalmente arrivo a casa la trovo abbandonata, i vetri rotti, la porta sfondata…”
  13. Mia Madre & la morte del Gen. Jose Sanjurio“ Mia madre l’ha sempre sostenuto: andare in giro col culo profumato è il solo modo di farsi rispettare per chi nella vita non è stato fortunato…”
  14. Vedremo domani “… Vedremo domani se il momento era giusto per chiudere gli occhi o sparare nel mucchio …”

 

BIS

  1. La Cena “Oh madre il mare ingoia ciò che cade, le navi, i ponti, le frontiere, il senso ambiguo del dovere”
  2. Coney island “Lo senti questo suono? E’ il lamento del tempo? O una nota rubata nella casa del sogno?
  3. Il primo Dio “Avvento della giovinezza. Immagine perfetta. Sensazione perfetta. E’ nella pioggia, oggi, il vostro grido”

BIS

  1. Qualcosa sulla vita “Lei ci ha salutati con la mano indossava un paio di jeans attillati e una maglia bianca. La sua nuova pelle splendente era un richiamo alla vita “
  • Fuco fatuo “ Leo, è questo che siamo? “

Comments

comments