Margherita Zanin dopo l’avventura al talent di Maria De Filippi, dopo la vita inglese e tante sane contaminazioni oltre frontiera, fa ritorno a casa sua ed esce con un disco d’esordio che vi consigliamo di cuore. Si intitola “Zanin” seguito dalla produzione di Roberto Costa (Lucio Dalla, Luca Carboni, Ron e tanti altri). Un bellissimo concentrato da mille facce diverse in cui troviamo il singolo di lancio “Piove” (di seguito il video ufficiale) e poi la pregiata rivisitazione di “Generale” di De Gregori. Poi la Zanin lascia l’Italia per trasferirsi in America, tra blues e soul moderni regalandoci un disco raffinato, dolce e arrogante allo stesso tempo. Un esordio che si rivela pesante di responsabilità. Se è questo il tiro da reggere per il futuro, la strada è assai stimolante e difficoltosa…staremo a vedere. L’intervista per gli amici di 100 DECIBEL:

Ispirazioni e radici: di chi è figlia questa musica che hai letteralmente vomitato in questo gran disco?
Questa domanda mi spacca la testa e sai perché? Io sono figlia del nuovo futuro e tutto quello che ho imparato è grazie a quelle poche situazioni ma molto intense che ho vissuto in questi ultimi cinque anni. Il mio disco è figlio dell’ascolto di tanta musica ed è figlio di un sogno potente.
Mi piacerebbe che fosse un viaggio positivo per chi lo ascolterà e che spero che questo lavoro possa essere interpretato liberamente dall’ascoltatore.

Io personalmente ci ho visto 3 artiste, 3 donne, 3 anime diverse in questo disco. Ci ho visto la cantante italiana dei nuovi anni 2000, ci ho visto la nipote di Thelma e Louise e poi ci ho visto la cugina di secondo grado (emigrata in Italia) di Lauryn Hill. Più o meno sempre, giusto per fare anche un po’ di scena con i nomi…ma in sostanza tu chi sei per davvero?
Se conoscessi appieno chi sono non perderei tempo cercando di esprimermi con la musica. Ho risposto con la giusta dose di humor british.

Parlando di suono. Forse sbaglio ma mi ha colpito una coerenza praticamente su tutto il disco tranne che per il primo e l’ultimo brano (ovvero per il singolo “Piove” e l’evocativa “The Lord Coming Home”). Questi due brani sembrano suonare si allo stesso modo ma diversamente dal resto del disco. Sbaglio?
Può essere, sicuramente ogni traccia racconta di me e lo sai anche tu che i creativi sono sempre un po’ borderline. “Piove” e “The Lord coming home” sono due pezzi che raccontano molto di Margherita. Sono contenta che tu abbia citato proprio questo due. “Piove” parla di quanto la musica sia essenziale nella vita e di quanto l’arte possa migliorare il nostro viaggio. Ci fa superare tanti ostacoli e soprattutto è un grande aiuto per chi le apre le porte. “The Lord coming home” parla invece della spiritualità in ognuno di noi. È sicuramente legata a “Piove” perché racconta del nostro io e dell’attaccamento che abbiamo nei confronti del nostro pensiero più intimo. Senza pensiero e senza riflessione e spiritualità non è facile continuare a credere nei propri sogni e nella vita stessa.

Malinconia. C’è tanta malinconia in questo disco. Anche nelle ballad appena più spensierate, anche nei giochi ritmici di “Joe’s Blues” comunque c’è una patina di nebbia sopra tutto. Sbaglio?
No, non sbagli. Io sono fatta così. Sono una persona allegra e sempre sorridente. Amo la vita e credo che tutte le cose possano avere anche un risvolto positivo. La malinconia penso sia un punto dolente e penso faccia parte dell’essere umano. È un sentimento contemplativo e che ha un ruolo importante è necessario per capire certe cose. Penso che sia un’emozione molto comune a tutti.

Featuring? Non ce ne sono…un caso…una scelta…una cosa totalmente indifferente?
Collaborazioni? Ho mille idee. In Italia mi piacerebbe collaborare con Silvestri, Capossela, Venuti.
Nel mondo sicuramente Gillian Welch.

Dal vivo oggi…la vita di una cantante come te, oggi…in Italia…
Il musicista non ha sicuramente vita facile. È tutto molto difficile e soprattutto non è un mestiere totalmente retribuito. Non è mai facile la vita del live ma è una figata.
Avere a che fare con la gente e poter comunicare senza filtri è una benedizione.
Almeno, è così per me.

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