Per descrivere tutte le sensazioni e raccontare l’evento probabilmente non ci sarebbe bisogno di dire altro. Malika era sul palco, c’era la sua voce calda e profonda, c’erano i suoi brani “modernamente” retrò, c’era la sua presenza spiritosa ed energica, c’erano dieci musicisti meravigliosi ad accompagnarla ed un pubblico che non sarebbe mai stato sazio di tutto questo.

In questo 18 luglio note e spazio si sono fusi in un’unica intrigante atmosfera non appena la cantante ha preso in mano il palco e la platea con i suoi sorrisi, divertita dalla situazione e pronta a divertire il suo pubblico, un pubblico eterogeneo e variegato, perché Malika è così, conquista al primo accordo, e conquista trasversalmente tutti, dal professionista affermato allo studente, dagli adulti che tornano bambini, ai bambini che improvvisamente diventano adulti esperti nel seguire tutte le parole delle canzoni. Ogni persona presente avrebbe costretto “la notte a non fare rumore” perché nulla avesse modo di disturbare un’esibizione entusiasmante, perfetta, coinvolgente.  La Ayane azzecca ogni singolo passo di questo concerto, dall’abito bianco da sposa con cui si presenta all’inizio dell’esibizione, abito che magicamente si accorcerà durante la serata per diventare un divertente “corto” anni ‘20, alla band composta da una sezione di fiati ed una di archi, passando per la scelta della scaletta. Prima ancora di vederla si sentono nell’aria le note sensuali del “Tempo non inganna”, e a seguire 
”Brighter Than Sunshine” dove i fiati si presentano in tutto il loro splendore.

Su 
”Blue Bird“,
”Briciole” e 
”Medusa” ci raccogliamo intorno a lei come ad falò, i ritmi sono meno incalzanti, meno sincopati eppure la forza espressiva di questi tre brani pervade la platea che sembra completamente ipnotizzata. Il momento onirico si interrompe quando l’artista italo-marocchina si rimette a giocare con il suo pubblico, e con 
”Thoughts And Clouds“, e  “Sospesa
SuNiente” e 
”Cos’hai messo nel caffè?” tutti si alzano in piedi per muoversi con l’interprete provetta.
Una serata di pura melodia in cui il cielo stellato della capitale sembrava essere stato ricamato per l’occasione, e quando sulle note di “Ricomincio da qui” una coppietta, la cui bimba dormiva tranquilla nel suo passeggino, si è alzata per concedersi un lento, è stato chiaro che Malika Ayane possiede quel raro innato talento di stregare chiunque abbia la fortuna di ascoltarla.

Il concerto avviato alla sua conclusione ci regala vari “bis” tra cui “Come foglie”, “Feeling better” ed infine l’indimenticabile “I’ve got you under my skin” di Frank Sinatra, un “regalo da me a me”, ci dice la cantante, e noi tutti la ringraziamo di essersi fatta questo regalo perché non avrebbe potuto esserci scelta più giusta per salutare il pubblico.

A concerto concluso nelle espressioni estasiate delle persone che lentamente sciamavano verso l’uscita si intravedeva chiara una preventiva “maledetta nostalgia”, come quando la favola di una notte finisce e ci si interroga sempre sul “quando un’altra volta?” Riascoltare  Malika Ayane su cd dopo essere stati qui non sarà mai più come prima, e non sarà mai più abbastanza.

Malika Ayane, voce
Daniela Parziani, violino
Marco Venturi, viola
Giampaolo Mazzamuto, tromba
Andrea Andreoli, trombone
Moreno Falciani, flauto e sax
Stefano Brandoni, chitarra
Giulia Monti, violoncello
Carlo Gaudiello, pianoforte
Marco Mariniello, basso
Luif Searcy, batteria
costumi Camilla CavalliDiamante

Per maggiori informazioni sulla ventesima edizione di Roma Incontra il Mondo, vi invitiamo a consultare il sito internet ufficiale:

http://www.villaada.org/

Si ringraziano gli organizzatori della rassegna e tutto lo staff di Villa Ada per la gentile ospitalità.

 

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