Entrare nel salone di Atlantico Live e trovare Dave Kilminster e Murray Hockridge sul palco, in abiti comodi ed infradito per Murray, che fanno amichevolmente e tra risate il soundcheck con le loro chitarra classiche, é davvero un piacevole bonus. La serata free offerta oggi 23 maggio dall’organizzazione è un regalo straordinario per i proggers di ogni età che pian piano riempiono il parterre.
Alle 22 in apertura di serata il chitarrista romano Marco Iacobini presenterà con la sua band il nuovo album, The Sky There’ll Always Be, una produzione internazionale che vede la partecipazione di Thomas Lang, Stu Hamm, Mike Terrana, Tony Levin, Billy Sheehan, Dave Weckl e molti altri. Una occasione per conoscere un nuovo talento della chitarra italiano. Vengono eseguiti brani dal nuovo album per chitarra, tastiera, basso e batteria, nella più classica delle formazioni rock progressive. Slow rock e tempi pari, preziosi riff, tapping, gustose rullate centrali e reprise non possono mancare nei cinque completi e compiuti brani solo strumentali che vengono proposti. L’ultimo pezzo è il migliore: tempi stoppati ed assoli di Hammond su giri di basso veramente finalmente progressive, ed anche il batterista può farci sentire di cosa è capace. Ne è valsa la pena.

Le rockstars entrano alle 22.30 con le chitarra acustiche da cui estraggono incredibili effetti slide fin dall’intro di Rocket Man, per la voce a tre ottave di Murray (ora proprio scalzo ma sempre col suo immancabile Mephisto calato fino agli occhi) che ci sorprende con una incredibile, dolcissima, intima versione del capolavoro scritto da Mr. Elton John negli anni 70. Sarà anche perché David nasce come mancino, ed é in seguito costretto da un incidente al polso a diventare destro sulla chitarra, che mostra tutta questa maestria sulla tastiera con lo slide. Intro di Comfortably Numb, e già tutti cantiamo le parole scritte da Roger Waters e cantate per i Pink Floyd da Dave Gilmour.
Just Crazy dall’album solista di David che stavolta canta il suo pezzo e si accompagna mentre Murray esegue le percussioni con la cassa su cui siede. Romantica estesa ballad acustica che racconta un amore infelice, sempre dall’album Playing with Fire e Scarlet. Ora un pezzo di Led Zeppelin, annuncia David mentre riaccorda: The Rain Song, e se lo canta da se’, finche non entra la voce soul di Murray con le sue percussioni.
Stairway to Heaven nelle loro mani é emozione pura; classe, ed energica delicatezza. L’album dei due artisti é una raccolta dei loro brani più amati dal vivo: Closer to earth.
Hallelujah di Jeff Buckley è una scelta obbligata per il pezzo successivo.
Non poteva mancare Wish you were here… cantata da Murray, e lo sliding di David suona come un moog. Non ci crederemmo se non lo avessimo ascoltato di persona. “First track from our album” per il brano di chiusura: Losing my religion dei REM che da ballata vivace diventa un lento ed intimo pezzo soul pieno di arpeggi che salgono poi di ritmo, ora quasi sudamericani, tra le armonie delle chitarre e delle voci in duetto. Sembra la conclusione, invece dopo parecchi minuti i due rientrano con le chitarre e si lanciano in una strepitosa versione: “maybe you’re crying”; magari si piange, si, ma di emozioni preziose. Straordinari, una degna chiusura per due ore di eccellenza.
Si ringraziano come sempre il management, ed Atlantico Live per l’accoglienza.
Per saperne di più:

http://www.marcoiacobini.com

http://www.davekilminster.com/

http://www.murrayhockridge.com/

http://www.atlanticoroma.it/home_live.htm

 

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