Elettronica presa in prestito per dare alla poetica in versi di canzone la forza di restare attuale con quel piglio sempre “futuristico” che si ha quando si guarda al futuro. Ma l’EP “Giorni di Periferia” di Macs Cabi è il punto di arrivo di numerose riflessioni sulle “periferie” come concetto personale di vita, cercando di parafrasare questo come punto di partenza per dare un occhio sull’uomo di ogni giorno. Una canzone pulita, semplice, leggera e senza troppi fronzoli. Figlio di quella scuola romana alla Gazzè – Fabi ma anche figlio e fratello di questa Italia che ormai troppo spesso resta confiinata appunto in “periferia”.

Ligabue sostiene da secoli che dalla provincia esce il meglio dell’espressione. Sei d’accordo? Tu che parli di periferie… non è più o meno la stessa cosa?
Non ho mai pensato a questo aspetto, forse perchè si associa la periferia ad uno stato di disagio sociale e ne consegue una maggiore esposizione delle persone di dire la loro su più livelli.
Io parlo di periferia perchè nel mio caso è il luogo dove tutto accade.

Torino… come mai proprio questa città?
Torino è la città in cui vivo ed è la città dove sono cresciuto. Quando mi sono trovato a scrivere la canzone “Giorni di Periferia” ho pensato fosse bello omaggiare la città che tutto mi ha dato.

Ci racconti anche di tentativi per soffocare l’uomo… ma alla fine la rinascita non uò bloccare. Che intendi?
Certo. Siamo qui su questo pianeta per comprendere chi siamo, in questo gioco dove è previsto il tempo,
ognuno a suo tempo per l’appunto, arriverà a comprendere chi è, in quel momento le cose andranno “bene”.

Niccolò Fabi… ne sento forte l’ispirazione. Cosa mi dici?
Niccolò Fabi è un grande artista, parla al cuore ed io poichè sensibile ne sono attratto.
Fabi è uno degli artisti che fa parte dei miei ascolti, comunque sia quando penso a Cabi, non cerco Fabi.
Credo abbiamo più di una consonante che ci distingue.

Nasciamo già con un debito sul groppone. E fine della storia. Tu sei uno di quelli che non smetterà mai di creare?
Debito? Nasci, muori e non lo saldi mai.
Io ci vedo il credito della vita e la meraviglia di poter creare il nostro presente, quindi non è che sono uno di elli che non smetterà mai di creare, lo siamo tutti noi.

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