Intervista di Valentina Benvenuti – Fotografie di Daniele Romaniello

Reduci da un entusiasmante live all’Orion, nel quale hanno suonato come gruppo-spalla dei Folkstone, i Lykaion sono uno tra i gruppi più interessanti nell’attuale panorama musicale capitolino. Il loro è un metal energico, frutto di un sapiente mix tra sottogeneri: prettamente heavy-trash, con strizzate d’occhio al gothic e sonorità dark. Abbiamo deciso di scambiare due chiacchiere con Fabio, il chitarrista, per conoscerli meglio.

D: Rompiamo il ghiaccio con la classica domanda di rito: chi sono i Lykaion?

Fabio: Ciao a tutti! I Lykaion sono una band gothic metal di Roma, nata nel 2000, con all’attivo centinaia di concerti in tutta Italia, svariati EP ed un album Nothin’ but death uscito nel giugno 2012 per la Bakerteam Records.

D: La descrizione che si trova nella vostra pagina Facebook recita: “It’s like listening to Bon Jovi who have been drunk and suddenly start playing like Megadeth” (Ovvero: “E’ come ascoltare i Bon Jovi che si sono appena ubriacati e improvvisamente iniziano a suonare come i Megadeth”)… Quanto c’è di Bon Jovi e quanto dei Megadeth, nei Lykaion? C’è qualcuno a cui vi ispirate maggiormente, avete un parametro di paragone?

R: Quella che hai riportato è una citazione estratta da una delle recensioni del nostro album; l’abbiamo utilizzata come descrizione su Facebook perché rappresenta alla grande la nostra proposta musicale ed è stato un piacere vedere una terza persona cogliere così a fondo lo spirito dei nostri pezzi… Il nostro obiettivo è proprio quello: unire l’attitudine hard rock con un sound prettamente metal, e mischiare il tutto con melodie più “ariose” e malinconiche tipiche del gothic doom e della attuale scena post rock / post metal.
Non vogliamo rifarci a qualche band in particolare, ci sono tremila proposte che ci stimolano, ascoltiamo ogni giorno le cose più disparate e tutto va a confluire nei nostri pezzi senza alcuna preclusione!

D: Dal vostro ultimo album, “Nothin’ But Death”, sono stati estratti due singoli: il brano dal titolo omonimo e “Empty”. Entrambi hanno il loro videoclip presente su Youtube, ed han raccolto un buon numero di visualizzazioni e likes. Con quale criterio scegliete i pezzi che diventeranno singoli? Avete già in mente il prossimo?

R: Per quanto riguarda il videoclip di Nothin’ but Death abbiamo fatto ricadere la scelta su un pezzo che fosse in grado di rispecchiare tutte le anime del nostro sound e quindi di rappresentare il disco al meglio, e siamo stati praticamente tutti d’accordo che fosse quello il pezzo giusto. Tra l’altro è la titletrack, è la opener del disco, è il nostro primo singolo e la riteniamo sicuramente uno dei brani più validi dell’album!
Il criterio per scegliere il secondo singolo è stato… casuale! O meglio, in realtà avevamo intenzione di realizzare un secondo videoclip vero e proprio per Empty, e successivamente rilasciare un videoclip ripreso live per un terzo pezzo più heavy; purtroppo la prima ipotesi per vari motivi è venuta meno, e quindi, dopo aver effettuato le riprese e aver vagliato varie opzioni, abbiamo scelto Empty, uno dei brani più apprezzati dell’album, sia dal pubblico che dai recensori, e che ci permette di arrivare anche un pubblico più “vasto” del nostro abituale!
Magari riuscissimo a girarne un altro, fosse per me non mi fermerei più, da questo punto di vista sono un po’ narciso e me li riguardo in continuazione! Purtroppo penso che per quest’album non faremo altri videoclip, ti posso dire che il ballottaggio nel quale ha prevalso Empty vedeva in competizione anche Dimenticherai e Fuck You (I Love Myself), entrambi pezzi che mi sarebbe piaciuto proporre… Che dire, quando avremo un produzione milionaria alle spalle potremo girare tutti i videoclip che vogliamo, ora ci accontentiamo e siamo più che soddisfatti di questi due!

D: I vostri testi sono rigorosamente in inglese… eccezion fatta per il ritornello di “Dimenticherai”, contenuta nel vostro ultimo CD. Come mai questa scelta? Tra l’altro, basta ascoltare il brano per accorgersi che, nonostante il vostro genere sia perfetto per la lingua britannica, l’accoppiata con l’italiano risulti azzeccatissima! Chissà che nei vostri progetti futuri non rientri anche quest’opzione…

R: E’ stato un esperimento del nostro cantante, Alessandro, che avendo sottomano il testo si è accorto che funzionava meglio in lingua madre che non tradotto. In realtà siamo sempre stati un po’ scettici verso l’utilizzo dell’italiano nel metal, non sempre si sposa benissimo ed infatti è raro secondo me trovare delle proposte valide di quel tipo!
Per quel che riguarda il futuro, dipenderà tutto dall’ispirazione del nostro mastermind, Alessandro… se il risultato sarà come in “Dimenticherai” lo spero vivamente anche io!!

D: Nella domanda precedente abbiamo accennato ad eventuali progetti futuri; c’è già qualcosa che bolle in pentola, o per adesso vi state semplicemente godendo l’uscita dell’ultimo singolo (e relativo clip)?

R: Qualche cosa??!? Potrei tenerti qui un ‘ora! Seriamente, con l’ultimo singolo abbiamo concluso la fase di promozione dell’album, e chiuderemo l’attività live sabato 22 giugno esibendoci al primo Castel di Guido Rock Fest, qui vicino Roma, un bell’evento al quale siamo onorati di partecipare e che vi consigliamo di non perdere!
Dopodiché ci butteremo a capofitto nell’arrangiamento dei brani del nuovo album, sui quali stiamo lavorando da tempo, entreremo in studio ad ottobre e contiamo di finire l’album entro il 2013!! Abbiamo tirato giù una quantità di materiale pazzesca ed è stata dura selezionare i pezzi migliori da inserire nella tracklist… rispetto al precedente album abbiamo intenzione di muoverci in maniera più eterogenea, abbracciare più stili, portare sia il nostro lato “estremo” che quello “gotico” più in là.. Anche dal punto di vista degli arrangiamenti stiamo facendo un gran lavoro per trovare soluzioni nuove ed in alcuni casi anche inusuali, ovviamente sempre partendo dalle coordinate del debut album… Quindi, oltre alle solite tremila chitarre che io e Alessandro non possiamo fare a meno di sovraincidere in ogni registrazione, troverete un bel po’ di novità, soprattutto a livello vocale e per quel che riguarda l’utilizzo di elettronica, tastiere e via dicendo.

D: Concludiamo così: chi non conosce ancora i Lykaion dovrebbe assolutamente rimediare, perché…

R: Beh, se vi piace il gothic metal, se vi piace l’hard rock, se vi piace il thrash metal, e se volete sentirli tutti in un solo album non fatevi sfuggire l’opportunità! Riallacciandomi alla prima domanda, quando entro in macchina la mattina posso mettere su Bon Jovi come i Megadeth, i Katatonia come i 30 Second to Mars, gli At The Gates come i Bring me The Horizon.. Se siete come me, dateci una possibilità e non ne rimanete delusi!
Grazie a te Valentina per questa intervista, grazie a 100 Decibel per lo spazio e soprattutto grazie a tutti voi che siete arrivati a leggere fin qui! Vi lascio il nostro contatto Facebook https://www.facebook.com/LykaionMetal dove potete trovare tutte le info che ci riguardano, e il link del nostro canale ufficiale di Youtube, http://www.youtube.com/user/LykaionChannel , per ascoltare al volo qualcosa di noi!a presto!!

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